Music Cafè - 04 ottobre 2026, 07:20

Riascoltati per voi: Beyoncé - Lemonade (2016)

L'album ha dimostrato con forza che l’idea del "concept album" conserva una centralità cruciale anche nell'era moderna, aggiudicandosi un posto d'onore tra le opere più celebrate e influenti del decennio.

Riascoltati per voi: Beyoncé - Lemonade (2016)

Riascoltati per voi: Beyoncé - Lemonade (2016)

Dopo esserci lasciati alle spalle l'energia solare e chiassosa dei Red Hot Chili Peppers, la nostra rubrica “Riascoltati per voi” compie un balzo in avanti di dieci anni per sbarcare nel 2016, dove ci troviamo nell’era dello streaming imperante, del consumo vorace di singoli mordi-e-fuggi e della musica liquida. Eppure, proprio in questo contesto di estrema frammentazione, Beyoncé decide di calare l'asso e mescolare del tutto le regole del gioco. In questo trentacinquesimo appuntamento ci immergiamo nell’album “Lemonade", un’opera concettuale e coraggiosa.

Pubblicato nell'aprile 2016 e accompagnato da un film musicale, “Lemonade” si struttura come un itinerario emotivo diviso in capitoli ben precisi. Dal punto di vista strettamente musicale, catalogare questo disco sotto l'etichetta del "pop" o del "R&B" appare del tutto riduttivo. Beyoncé orchestra un mosaico stilistico vertiginoso in cui convivono soul, hip hop, blues, incursioni rock, country e dettagli elettronici, avvalendosi di un parterre di collaboratori eccezionale: da Jack White a Kendrick Lamar, passando per The Weeknd, James Blake, Diplo e Mike Dean.

Vi consiglio l’ascolto approfondito di “Hold Up”, con la sua melodia apparentemente sbarazzina cela una tensione strisciante; “Don’t Hurt Yourself” mette a segno un affondo rock graffiante grazie alle schitarrate di Jack White; mentre “Formation” è una potenza di ritmica; per non parlare della splendida e romantica “All Night”, una ballata soul intensa e luminosa.

Seppur molto meno immediato al primo impatto rispetto ai lavori precedenti dell’artista americana, “Lemonade” richiede ascolti ripetuti e contestualizzati per svelare appieno la sua complessa architettura. L'album ha dimostrato con forza che l’idea del "concept album" conserva una centralità cruciale anche nell'era moderna, aggiudicandosi un posto d'onore tra le opere più celebrate e influenti del decennio.

Ritengo che “Lemonade" sia un'esperienza d'ascolto potente e profondamente umana. Il modo migliore per fruirne oggi è concedersi un doppio passaggio: prima la pura immersione sonora nel disco, poi la visione del film musicale. Un'opera fondamentale che insegna ad attraversare la tempesta per trasformare l'amarezza in qualcosa di indimenticabile.

I miei brani preferiti sono: "Pray You Catch Me", "Don’t Hurt Yourself (feat. Jack White)", "Daddy Lessons", "Sandcastles", "Freedom (feat. Kendrick Lamar)" e "All Night".

Voto: 8,5

Tracce:

1. Pray You Catch Me – 3:16

2. Hold Up – 3:41

3. Don’t Hurt Yourself (feat. Jack White) – 3:53

4. Sorry – 3:52

5. 6 Inch (feat. The Weeknd) – 4:20

6. Daddy Lessons – 4:48

7. Love Drought – 3:57

8. Sandcastles – 3:02

9. Forward (feat. James Blake) – 1:19

10. Freedom (feat. Kendrick Lamar) – 4:49

11. All Night – 5:22

12. Formation – 3:26

Durata: 45 minuti.

Formazione:

- Beyoncé – voce principale, produzione esecutiva, direzione artistica

Ospiti alla voce e strumenti:

- Jack White – voce, chitarra e produzione in Don’t Hurt Yourself

- The Weeknd – voce in 6 Inch

- James Blake – voce e pianoforte in Forward

- Kendrick Lamar – voce in Freedom

Dopo aver ascoltato le ultime note, ci congediamo da “Lemonade” di Beyoncé, il disco che per questa settimana è stato la nostra macchina del tempo. Questo nostro viaggio non è mai statico; ogni riascolto svela una nuova strada, un nuovo dettaglio nascosto che merita di essere visitato. Fatemi sapere le vostre impressioni, i vostri ricordi e le vostre riflessioni.

Grazie per aver condiviso la rotta anche questa settimana, il prossimo vinile è già sul piatto. A presto!

Andrea Battagin

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