(Adnkronos) - "Presidente Mattarella, quale valore avranno le parole sui diritti, sulla famiglia e sull’infanzia se tre bambini restano lontani da mamma e papà senza una risposta chiara: quale pericolo concreto e attuale impedisce il loro ritorno?". E' l’appello dell’avvocato Angelo Pisani per i tre bambini di 3, 4 e 7 anni, allontanati il 17 settembre dai genitori e dalla loro abitazione di contrada Iconicella, a Lanciano nel Chietino e collocati in una casa-famiglia. Secondo quanto riferito dalla difesa, i piccoli sarebbero rimasti sei giorni senza poter sentire i genitori. Il primo incontro in presenza è avvenuto soltanto il 27 settembre. "Per un bambino, ogni giorno senza mamma e papà pesa. Il suo dolore non segue il calendario della burocrazia", sottolinea Pisani. Al Tribunale per i minorenni dell’Aquila si è svolta l’udienza sul ricorso presentato dai genitori, Pietro Loffredo e Giovanna Orta.
Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani hanno chiesto il riaffidamento dei bambini, contestando la proporzionalità della misura. Il provvedimento è scaturito da un sopralluogo del 10 settembre, durante il quale sarebbero state riscontrate carenze igienico-sanitarie e disordine nella casa. La difesa sostiene che eventuali criticità avrebbero potuto essere affrontate con interventi dei servizi sociali, prescrizioni, verifiche e un percorso di sostegno alla famiglia. "Le criticità di un’abitazione richiedono interventi, aiuti e verifiche. Non possono giustificare una separazione che prosegue senza rivalutare le condizioni attuali e le alternative disponibili", afferma Pisani. L’avvocato richiama inoltre la posizione della curatrice speciale, che avrebbe riconosciuto il legame affettivo tra i bambini e i genitori, descritto un incontro come tranquillo e collaborativo e indicato anche la possibilità di un sostegno educativo domiciliare. Da qui la richiesta di una verifica immediata dell’abitazione e delle condizioni attuali della famiglia, valutando anche soluzioni che consentano ai bambini di rientrare a casa con gli eventuali aiuti e controlli necessari.
"Presidente Mattarella, nel rispetto dell’indipendenza dei giudici, richiami le istituzioni alla responsabilità di proteggere questi bambini e i loro affetti. La tutela non può diventare sofferenza evitabile. Nessuna inerzia può sostituire una valutazione concreta del loro interesse", aggiunge il legale. Una storia familiare già segnata in passato da una tragedia. Pietro Loffredo è infatti il padre di Fortuna, la bambina di sei anni vittima nel giugno 2014 di violenza sessuale e poi gettata dall’ottavo piano di un edificio del Parco Verde di Caivano. Circa un anno fa, i Loffredo si sono trasferiti a Lanciano con la moglie e i tre figli, cercando di ricostruire una nuova vita familiare. Ora la famiglia attende la decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. "Se non sussiste un pericolo attuale che renda indispensabile la separazione, devono tornare dai genitori subito", conclude l’avvocato Pisani, che aggiunge: "La Costituzione deve entrare nella loro vita oggi. Non nel discorso di fine anno".





