Amadou Hampâté Bâ, scrittore e filosofo maliano, in occasione della sua partecipazione al Convegno Generale dell'Unesco nel 1960 a Parigi, disse: «In Africa, quando muore un anziano, è una biblioteca che brucia». Una frase diventata quasi proverbio per la sua intensità.
Il primo giorno di ottobre in tutto il mondo si celebra la Giornata internazionale delle persone anziane, istituita dalle Nazioni Unite nel 1990. La ricorrenza è un invito a riflettere sul ruolo degli anziani nella società e sull'importanza di tutelarne i diritti, la salute e la partecipazione attiva. Troppo spesso la società in cui viviamo tende a dimenticare che la vecchiaia è risorsa di esperienze, tesoro di storie e Storia, racconto del mondo.
«Entro il 2050, il numero di persone anziane sarà il doppio del numero dei bambini nei paesi sviluppati; mentre si prevede che il numero di persone anziane raddoppierà nei paesi in via di sviluppo».
Quanti anziani ci sono in Italia? La situazione di casa nostra non è molto differente da quella del resto del mondo. Secondo l'Istat il nostro Paese è sempre più vecchio: fino 1951 potevamo contare meno di un anziano per ogni bambino, oggi invece ne possiamo annoverare cinque.
Per questo motivo la Giornata internazionale delle persone anziane resta una ricorrenza più attuale che mai e che lo sarà sempre più nei prossimi anni. La sfida è costruire una società in cui l'età non sia barriera, ma valore aggiunto.





