Music Cafè - 23 settembre 2026, 08:30

Peace Orchestra Project torna in scena e apre una nuova fase della propria storia

Il 18 settembre l’orchestra è ripartita con una tournée italiana che toccherà Terracina, Frascati, Oropa, Biella e Roma. Una nuova fase per il progetto fondato nel 2023: Federico Gad Crema ne assume la direzione musicale e, per la prima volta, guiderà la POP anche dal podio.

Peace Orchestra Project torna in scena e apre una nuova fase della propria storia

Peace Orchestra Project torna in scena e apre una nuova fase della propria storia

Il 18 settembre, al Teatro Romano di Terracina, la Peace Orchestra Project è tornata davanti al pubblico. È stato l’inizio di una tournée italiana che il giorno successivo ha fatto tappa a Villa Falconieri di Frascati, per poi raggiungere il Biellese in occasione dell’Oropa Music Festival e concludersi il 28 settembre al Teatro Palladium di Roma.

La principale novità sarà sul podio: per la prima volta Federico Gad Crema, fondatore della POP nel 2023 e direttore artistico dell’Oropa Music Festival, assumerà direttamente la guida dell’orchestra. Dopo averne seguito fin dall’inizio il percorso artistico e aver partecipato ai primi progetti come pianista, Crema ne dirigerà ora la tournée italiana.

Un’orchestra nata per andare oltre la musica

Fin dalla sua nascita, la Peace Orchestra Project ha cercato di essere qualcosa di più di un’orchestra giovanile. L’obiettivo dichiarato è utilizzare la musica classica come strumento di integrazione, crescita culturale e trasformazione sociale, riunendo giovani musicisti provenienti da Paesi, esperienze e contesti differenti.

Nella prima edizione, nel 2023, l’associazione ha accolto oltre ottanta musicisti tra i 18 e i 25 anni, provenienti da quattro continenti e diciassette Paesi, selezionati anche all’interno di importanti istituzioni musicali internazionali come la Hanns Eisler di Berlino, la Colburn School e il Mozarteum di Salisburgo. Partner ufficiali furono NEOJIBA, il programma brasiliano fondato da Ricardo Castro e impegnato nell’inclusione sociale attraverso la musica, e l’Orchestra Giovanile Italiana. Quella prima esperienza portò la POP fuori dai confini biellesi, con concerti in sedi e festival come la Philharmonie de Paris, l’Auditorium Manzoni per Bologna Festival, ClassicAscona e il Teatro Galli di Rimini. Tra gli artisti protagonisti di quella stagione figuravano nomi come Martha Argerich, Marc-André Hamelin e Ricardo Castro, insieme a giovani interpreti quali Aubree Oliverson, Giuseppe Mengoli e Alexandra Achillea Pouta.

Un percorso al quale si affianca l’attività concertistica personale di Federico Gad Crema, che negli anni ha condiviso il palcoscenico anche con musicisti come Marta Argerich, Jean-Yves Thibaudet, Gil Shaham e Renaud Capuçon.

Il ritorno dopo la grande stagione del 2023

Dopo la prima grande produzione internazionale, la Peace Orchestra Project non aveva più riproposto un progetto orchestrale delle stesse dimensioni.

A incidere sono state anche le condizioni logistiche e organizzative sul territorio biellese. Il Teatro Sociale Villani, che aveva ospitato la POP e rappresenta il principale teatro cittadino, è infatti chiuso per lavori di restauro. Una situazione che ha inevitabilmente reso più complesso immaginare nel breve periodo produzioni sinfoniche di grande scala.

La POP torna così con un organico più contenuto rispetto alle grandi produzioni del passato, costruito sulle caratteristiche delle sedi e sul repertorio affrontato. Una formazione più agile, ma con la stessa vocazione internazionale, pensata per portare una nuova macchina artistica, crenando le condizioni per nuove produzioni negli anni successivi.

Il repertorio attraversa epoche e linguaggi differenti, da Carl Philipp Emanuel Bach e Haydn a Bruch, Mozart e Silvestrov, mantenendo quella varietà che ha caratterizzato il progetto fin dall’inizio.

Due residenze artistiche tra Terracina e Biella

Prima dei concerti c’è il lavoro quotidiano dell’orchestra. Il programma 2026 prevede infatti due residenze artistiche. La prima si svolge a Terracina, in collaborazione con l’Anxur Classical Music Festival, mentre la seconda accompagnerà l’arrivo dei musicisti nel Biellese per l’Oropa Music Festival.

Durante le residenze i giovani strumentisti lavorano insieme a una faculty composta da mentori e prime parti provenienti da realtà orchestrali internazionali. È uno degli elementi centrali del modello POP: non soltanto preparare una serie di concerti, ma costruire un’esperienza formativa e umana attorno all’orchestra. Il primo appuntamento pubblico è stato quindi il 18 settembre al Teatro Romano di Terracina, che è stato un tutto esaurito.

Il giorno 19 settembre, la tournée ha raggiunto per la prima volta Villa Falconieri a Frascati, una delle più antiche ville tuscolane e oggi sede dell’Accademia Vivarium Novum. Una tappa che segna concretamente il ritorno della Peace Orchestra Project a una dimensione itinerante e nazionale.

Poi il ritorno a casa, tra Oropa e Biella

Dal Lazio l’orchestra raggiungerà quindi il Piemonte per il cuore dell’Oropa Music Festival 2026.

Il 24 settembre, nella Basilica Antica del Santuario di Oropa, Federico Gad Crema dirigerà il concerto di apertura del Festival con il flautista Flavio Serafini e la violista Jimin Jang.

Il 25 settembre sarà invece la volta dell’Auditorium di Città Studi a Biella, dove la POP sarà protagonista del concerto Mozart e Silvestrov: la storia di un ricordo. Ospite il soprano Angelica Antonini, mentre Crema sarà impegnato in una doppia veste, al pianoforte e sul podio.

Il calendario dell’Oropa Music Festival vede la Peace Orchestra Project presente anche il 26 settembre a Palazzo Gromo Losa, prima dell’ultima tappa della tournée, fissata per il 28 settembre al Teatro Palladium di Roma.

Tra gli ospiti annunciati per il progetto 2026 figura, inoltre, il violista canadese Emad Zolfaghari, vincitore nel 2024 del prestigioso Primrose International Viola Competition.

Con un organico calibrato su questa nuova fase, nuove collaborazioni e Federico Gad Crema per la prima volta alla guida dell’orchestra dal podio, la POP riparte dal punto in cui aveva interrotto il proprio cammino.

È il primo passo di un nuovo capitolo.

C.S. Oropa Music Festival, G. Ch.

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