BIELLA – Un nuovo e prestigioso riconoscimento arricchisce il percorso letterario di Luca Stecchi, poeta e autore biellese di fama nazionale, che si è aggiudicato il terzo posto al Premio Internazionale di Arte Letteraria “Juan Montalvo”, nella sezione dedicata all’Inclusione, con l’opera “Un battito di infinito Amore”.
Il premio, indetto dal Centro Ecuadoriano d’Arte e Cultura a Milano, dall’associazione Culturalmente Toscana e Dintorni e dal Cenacolo La Nave Muse, con il patrocinio di Regione Toscana, WikiPoesia – Enciclopedia Poetica e Comune di Carrara, rende omaggio a Juan Montalvo, grande saggista ecuadoriano e strenuo difensore della libertà di stampa e di parola, che nel corso della propria esistenza ha posto al centro del suo pensiero la libertà, l’uguaglianza e la dignità umana.
Il riconoscimento è arrivato al termine dell’attenta valutazione delle numerose opere presentate al concorso da parte di una qualificata Giuria, presieduta dalla dott.ssa Marina Pratici, poetessa, critica letteraria, saggista e docente, già candidata al Premio Nobel per la Letteratura.
Ad affiancarla, la presidente di Giuria Guaman Jara Alende, il padrino del Premio Giuliano Ottaviani, la direzione critica di Mario Montacchiesi, la direzione artistica di Elisabetta Agresti, Claudia Casadei e Filippo Papa e la segreteria organizzativa di Gaia Greco. La Giuria, composta inoltre da Giacomo Bugliani, Francesco Fedele, Giuseppe Giannetti, Jofez Haidar, Matteo Nerbi, Giovanni Ronzoni, Giada Eva Elisa Tarantino e Rodolfo Vettorello, ha valutato centinaia di opere provenienti dall’Italia e dall’estero.
Un risultato particolarmente significativo per Stecchi, non soltanto per il carattere internazionale della manifestazione e per l’autorevolezza della Giuria, ma soprattutto per il profondo valore umano e sociale del testo premiato.
“Un battito di infinito Amore” è infatti un’opera dedicata alle vittime della strage ferroviaria di Viareggio, una delle pagine più dolorose della storia italiana recente.
Attraverso il linguaggio e la sensibilità della poesia, Stecchi sceglie di andare oltre il racconto della tragedia per soffermarsi su ciò che continua a vivere dopo la perdita: la memoria, gli affetti e la forza dell’amore, capace idealmente di oltrepassare anche l’assenza.
Il testo aveva già suscitato, alcuni anni fa, l’apprezzamento del maestro Beppe Vessicchio, al quale Stecchi ebbe modo di proporlo in occasione di un’importante audizione a Roma.
Con “Un battito di infinito Amore”, l’autore biellese trasforma così il dolore in memoria condivisa, riportando al centro le persone e i loro sentimenti e contribuendo, attraverso la parola poetica, a mantenere vivo il ricordo delle vittime di Viareggio.
Particolarmente intenso anche il momento seguito alla premiazione. Dopo aver ricevuto il riconoscimento, Luca Stecchi si è rivolto alle autorità e alla numerosa platea presente, composta da personalità di grande spessore artistico e culturale, con un discorso nel quale ha spiegato il significato più profondo della sua opera e il valore che per lui assume il premio ricevuto proprio nella sezione dedicata all’Inclusione.
Stecchi ha espresso il proprio onore nel ricevere un riconoscimento in una sezione così delicata e profondamente legata ai valori che furono cari a Juan Montalvo, intellettuale che dedicò la propria vita alla difesa della libertà, dell’uguaglianza e, soprattutto, della dignità dell’essere umano.
Nel suo intervento, il poeta biellese ha quindi sottolineato come, attraverso “Un battito di infinito Amore”, abbia cercato innanzitutto di restituire alle vittime la loro dimensione più autenticamente umana, sottraendole alla freddezza dei numeri e delle statistiche con cui, inevitabilmente, vengono spesso raccontate le grandi tragedie.
Dietro ogni numero, ha ricordato Stecchi, c’è una persona: una storia, una famiglia, degli affetti, dei sogni e, soprattutto, una dignità che nessuna tragedia può cancellare. Da qui la volontà di non raccontare soltanto delle “vittime”, ma di riportare al centro le persone, la loro identità e ciò che hanno rappresentato per chi le ha amate.
Un passaggio particolarmente significativo del discorso è stato dedicato anche alle conseguenze meno visibili di una tragedia. Se le ferite fisiche possono essere viste e riconosciute, molto più difficili da individuare sono infatti quelle emotive, che rimangono nell’intimità di chi sopravvive e di chi deve confrontarsi quotidianamente con l’assenza di una persona amata.
Ferite profonde, ha evidenziato Stecchi, che non seguono tempi prestabiliti e il cui percorso di elaborazione può accompagnare una persona per anni. Un processo interiore lungo e complesso, nel quale il ricordo, l’affetto e la memoria possono diventare strumenti attraverso cui continuare a dare un significato al legame con chi non c’è più.
È proprio in questa dimensione che si inserisce il messaggio di “Un battito di infinito Amore”: trasformare la memoria in un atto di dignità e restituire, attraverso la poesia, un volto e un valore umano a chi rischierebbe altrimenti di essere ricordato soltanto come parte del bilancio di una tragedia.
Il terzo posto nella sezione Inclusione del Premio Internazionale di Arte Letteraria “Juan Montalvo” rappresenta dunque un nuovo importante traguardo nel percorso artistico e letterario di Luca Stecchi, confermando la capacità dell’autore di affrontare attraverso la poesia temi di forte valore umano e sociale.
Un riconoscimento che porta con sé anche un messaggio universale: ci sono battiti che si interrompono, ma che, attraverso la memoria e l’amore, possono continuare idealmente a vivere.









