Per Chiara Tallia il Tor des Géants si è concluso nella notte di venerdì 18 settembre, con un tempo di 113:34:45. La sua performance le ha permesso di conquistarsi la 130ª posizione assoluta e il 14° posto nella femminile, rappresentando un significativo traguardo per il suo percorso sportivo. Tallia è infatti una veterana del Tor330, in quanto l’edizione 2026 è stata la sua dodicesima partecipazione a questa competizione, nonché quella che ha ottenuto il tempo migliore.
Tallia ha raccontato di essere molto contenta di aver portato a termine la gara, soprattutto perché è riuscita a migliorare significativamente il suo risultato, riducendo di oltre 10 ore il tempo che aveva impiegato nelle prime edizioni a cui aveva partecipato: “Dopo 12 Tor des Géants sento ancora una grande soddisfazione, anche perché ho fatto il mio migliore tempo di sempre, sebbene non sia un dettaglio a cui presto attenzione mentre corro. Ogni volta che mi iscrivo alla gara so che non sarà scontato né entrarvi né finirla: anche se l’ho fatto molte volte, so che potrei imbattermi in imprevisti di ogni tipo.”
Il legame dell’atleta con il Tor330, come ha spiegato, è nato più di 10 anni fa e ha mantenuto una costanza dettata da un profondo affetto nei confronti del percorso su cui si tiene, che ha definito come unico nel suo genere: “Il Tor è una mia sfida personale perché ne sono appassionata. Paesaggi unici, ambientazione e persone che si incontrano per strada: sono questi i tratti del Tor che mi sono più cari. La grande passione per questa gara mi fa provare anche malinconia dopo aver tagliato il traguardo. Fin dagli ultimi 100 chilometri inizio a percepire questa sensazione, che è il motivo per cui ogni anno mi iscrivo di nuovo”.
In particolare, quest’edizione è stata contrassegnata da una grande consapevolezza di sé e dei propri limiti, sicuramente dettata dall’esperienza sul tracciato: “Le edizioni scorse mi hanno insegnato molto: so quali sono i miei punti di forza e i miei punti deboli e li gestisco regolandomi di conseguenza. Ad esempio, ho imparato a conoscere quando possono insorgere le crisi di sonno. Anche quest’anno ho avuto un crollo negli ultimi chilometri, ma l’ho superato perché vedevo le luci sul fondo della valle, che sapevo essere il punto di arrivo”.
Tra i fattori che l’hanno motivata quest’anno ci sono stati il suo amico Claudio Bocchino, che l’ha accompagnata fino a quando un infortunio l’ha costretto a ritirarsi a 30 chilometri dall’arrivo, e i suoi genitori, Giuseppe e Tiziana, che le hanno trasmesso la passione per la montagna fin dalla tenera età: “Quando si pensa al Tor des Géants si parla spesso della bravura degli atleti e della loro forza, ma io vorrei mettere in luce un altro aspetto: quello del supporto. I miei genitori quest’anno mi hanno seguita in ogni tappa, valle per valle, dall’inizio al traguardo, dandomi tanta motivazione. Anche gli amici e i volontari dei punti ristoro, che ormai conosco bene, sono per me una gioia e un motivo per continuare a correre nonostante la stanchezza”, ha spiegato Tallia.
Dopo aver tagliato il traguardo, Chiara Tallia non si è mai fermata: “Quest’anno è andata molto bene anche perché non ho avuto grandi difficoltà. Subito dopo aver concluso la gara sono andata a fare un giro in bicicletta perché il mio è un riposo di tipo attivo. Vado spesso in bici: giri lunghi, grandi distanze, allenamenti sui maggiori colli delle Alpi. Il mio allenamento è prevalentemente di questo tipo e sento che è il migliore per me. Non mi fermo mai nemmeno dopo averlo concluso, perché ogni stagione la mia preparazione sportiva è finalizzata a partecipare al Tor des Géants: senza sono a metà”.










