Valle Cervo - 18 settembre 2026, 10:00

Tavigliano, a frazione Sella l'arte è di casa FOTO

Tavigliano, a frazione Sella l'arte è di casa FOTO

Tavigliano, a frazione Sella l'arte è di casa FOTO

Riceviamo e pubblichiamo:

"Alcuni secoli di storia e un centinaio di abitanti, pochi ma caratteristici, rendono la frazione Sella di Tavigliano un ambiente particolare. Il patrimonio artistico locale consta di una parte risalente ai secoli scorsi, a cui si è aggiunta una prolifica produzione più recente. 

La prima comprende l’oratorio di Santa Lucia del XVII secolo, le tre fontane pubbliche scolpite in pietra e alcuni pregevoli affreschi murari, mentre la seconda è in gran parte costituita dalle opere di Franco Sella Sorbet, creativo locale, che da diversi anni produce ed espone manufatti artistici sia in loco, sia presso committenti che risiedono altrove. Si tratta di realizzazioni di tre tipi: alcune sono installazioni in rame e altri metalli (ogni biellese ricorderà la rappresentazione del dramma del COVID-19 esposta per lungo tempo nell'atrio dell'Ospedale degli Infermi), altre sono "tele metalliche": sportelli dei contatori del gas dipinti con scene di varia ispirazione, su richiesta del proprietario, con colori acrilici. 

La terza tipologia ha visto il culmine della produzione negli ultimi mesi e consiste in figure intagliate nel legno, a bassorilievo o a tuttotondo; la lavorazione avviene nel "barachin dal Sciürbët", un piccolo spazio all'aperto, riparato da una tettoia, situato nei pressi del lavatoio frazionale. È proprio questa dimensione pubblica e comunitaria che rende unica l'attività di questo artista non convenzionale: durante la giornata, i residenti e i viandanti si fermano a osservare il progredire delle lavorazioni, discutono con Franco e partecipano in qualche modo allo sviluppo delle stesse. 

L'ultima realizzazione è stata inaugurata di recente: si tratta di un gruppo a bassorilievo ligneo rappresentante le figure di un uomo e una donna in abiti medievali, che suonano rispettivamente un salterio e un liuto, ispirate alle miniature del Codex Manesse del XII secolo, sormontate da un arco che si richiama all'architettura gotica, e da una scritta che riproduce un frammento del Nibelungenlied in caratteri Fraktur, che invita a "suonare sempre più dolcemente e teneramente". Pur essendo integrata nella facciata di un'abitazione privata, l'opera è visibile in tutta la frazione e, come le fontane, gli affreschi, le installazioni metalliche e le cassette del gas dipinte, contribuisce a renderla unica e interessante".

R. M.

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