Aveva un conto aperto con il TOR330 - Tor des Géants®, Jiaju Zhao, e lo ha chiuso nel modo più netto. Alle 3.55 di mercoledì l'atleta cinese ha tagliato il traguardo del Jardin de l'Ange di Courmayeur dopo 65h55'22" di gara, vincendo il TOR330 – Tor des Géants® e cancellando il record (di 66h08'22") stabilito nel 2025 da Victor Richard.
È una pagina nuova nella storia della corsa: in sedici edizioni nessun atleta cinese era mai salito sul podio, e il miglior risultato restava il sesto posto di Wei-Qiang Zhang dello scorso anno. Zhao è anche il primo cinese a vincere una gara del circuito TORX® with Kailas, di cui è atleta dal 2025, nonché il primo non europeo a vincere il TOR330.
La sua è stata una gara condotta dall'inizio alla fine. Partito sabato alle 10 da Courmayeur, Zhao era già in testa a La Thuile dopo due ore, davanti al connazionale Xingzhi Bai, e alla base vita di Valgrisenche aveva undici minuti su Jonathan Schindler. Ha superato la prima notte senza dormire, allungando fino a un'ora e quaranta di vantaggio a Pontboset, poi ha resistito alla rimonta dello svizzero, che sul Colle della Vecchia lo aveva riportato a 27 minuti. Alla base vita di Gressoney, dove è entrato lunedì alle 21.42, ha scelto di concedersi il primo vero riposo, mentre Schindler ha dormito a Champoluc: sorpasso e controsorpasso per i due. Martedì mattina, a Valtournenche il distacco di Schindler da Zhao era di 43 minuti. Il finale è stato una lunga resistenza. A Ollomont, dopo 300 chilometri, Zhao è passato alle 18.01 con appena 22 minuti sullo svizzero e 34 su Katharina Hartmuth; sul Col Champillon il margine era di 35 minuti, ma nella terza notte, tra Bosses e il Col Malatrà, il cinese ha ritrovato il passo e ha chiuso in solitaria.
"All'inizio puntavo alla vittoria e al record, ma ieri a mezzogiorno ero così stanco che ho smesso di pensarci: volevo solo finire", ha raccontato. Jiaju Zhao all'arrivo. "A Ollomont credevo che gli altri fossero lontani, poi ho scoperto che Jonathan era a 19 minuti. Ieri sera ho visto la sua frontale, in lontananza: mancavano meno di 50 chilometri, mi sentivo bene e ho deciso di accelerare per chiudere la gara. A un certo punto ho sentito l'anima uscire dal corpo, una sensazione che non provavo da anni". Poi il pensiero al ritiro di dodici mesi fa: "Il giorno dopo Gressoney avevo detto che sarei tornato per vincere. Tanti possono dirlo, non tutti possono farlo. Voglio essere un esempio: non ci sono limiti, né mentali né fisici. La forza mentale è la mia parte migliore, e viene da quando a meno di vent'anni ho lasciato casa e facevo il fattorino senza sapere dove andare".
Nato nel Guizhou nel 1995 e cresciuto a Fenghuang, nello Hunan, Jiaju Zhao ha scoperto la corsa nel 2014 e per anni si è allenato facendo il rider delle consegne a domicilio. Oggi è uno degli ultra-trailer più forti ed esperti del suo Paese, con un centinaio di gare all'attivo, i successi al Mt. Fuji 100, al Doi Inthanon Thailand by UTMB e quattro volte al Chongli 168, l'ultima nel luglio 2026 con il record del percorso, e un decimo posto all'UTMB 2025. Al Tor, lo scorso anno, si era ritirato a Gressoney: dodici mesi dopo è tornato in Valle d'Aosta e ha vinto facendo segnare il nuovo record.
A meno di un'ora dal vincitore, sulla seconda piazza del podio, alle 4.55, è arrivato Jonathan Schindler, completando la sua fatica in 66h55'06", quinto tempo di sempre. "C'era veramente tanta gente ovunque, sul percorso, e questo mi ha dato tanta energia", ha spiegato Schindler, che ha svelato la sua strategia: "Avevo in mente di dormire tutte e due le notti, per essere più fresco. Alla fine speravo di prenderlo prima di Bosses, ma lui è stato troppo forte".
La Regina del TOR è di nuovo lei, Katharina Hartmuth: terza assoluta in 67h10'09", e ovviamente prima donna in classifica. La tedesca vince così il suo secondo TOR330 dopo quello del 2024 e riscrive il record femminile demolendo di dodici ore esatte il 79h10'40" che lei stessa aveva stabilito due anni fa. Soprattutto, è la prima donna a salire sul podio generale nella storia del Tor des Géants®: ci è riuscita restando per tre giorni a poche decine di minuti dai primi due, con appena 15 minuti di sonno in tutto. "Il primo giorno stavo davvero bene, il secondo meno, per via del male ai piedi e delle vesciche, ma le gambe hanno sempre risposto come dovevano", ha raccontato all'arrivo. "Ieri mi sono resa conto che stavo sotto le 75 ore, poi sotto le 72, poi sotto le 70: non ci credevo. Sapevo che Zhao e Schindler erano davanti e vicini, ma non ho mai pensato alla vittoria della classifica generale, ero concentrata sulla mia gara. Certo, vedere Jonathan ai ristori mi faceva piacere: sapere di essere lì, a giocarmela".
Dietro di lei la corsa per il podio femminile è ancora aperta tra la cinese Huiping Zhang, Claire Bannwarth e la brasiliana Manuela Vilaseca. Quarto assoluto un altro cinese, Weiqiang Zhang, sesto nel 2025.






