Nella notte tra sabato 12 e domenica 13 settembre si è tenuto lo storico pellegrinaggio Rassa-Oropa. Quest’anno le partecipazioni sono state numerose e, date le ore notturne, la montagna si è tinteggiata di luci suggestive, rendendo alla vista uno spettacolo unico. Tra i partecipanti, anche il primo cittadino di Rassa Michele Barbaglia e i realizzatori della cappella che da qualche anno si erge al Colle del Croso, il valico che divide la Valle di Rassa dalla Valle Cervo.
La processione, partita da Rassa intorno alle 19.30, è giunta all’Alpe Finestre all’una di notte circa, trovando un’accoglienza calorosa da parte dei proprietari delle baite della zona, che hanno assistito al passaggio della comitiva scattando alcune fotografie dell’evento. Tra le tappe successive, l’immancabile colazione a Montesinaro, il passaggio dal Santuario di San Giovanni d’Andorno e l’arrivo al Santuario di Oropa, dove è stata recitata la messa seguita da un pranzo tutti insieme.
L’edizione 2026 è stata un successo in rapporto ai precedenti anni, in quanto ha visto una partecipazione che ha contato quasi il doppio delle adesioni rispetto alle processioni degli anni scorsi. Si tratta di un dato significativo, che è indice di ripresa di una tradizione che per anni era stata messa da parte. Infatti, fino al 2012 veniva organizzata a cadenza annuale, mentre dal 2013 non era più stata effettuata.
La processione Rassa-Oropa ha un grande significato per la Valle Cervo, in quanto affonda le radici in una tradizione molto radicata nella comunità locale. In particolare, la mulattiera che collega la Valle di Rassa alla Valle Cervo ha sempre avuto una grande importanza per via dei frequenti contatti tra le due valli, che potevano avvenire solamente tramite il Colle del Croso. Il sentiero ha pertanto un valore storico rilevante per l’identità del Biellese, motivo per cui è fondamentale valorizzare il percorso con degli interventi di manutenzione.










