Da maggio a oggi sono già tre le persone “pizzicate” ad abbandonare rifiuti nel territorio comunale di Salussola. Riprese dalle fototrappole e dalle telecamere di videosorveglianza e successivamente identificate, sono state denunciate. Per tutte sono inoltre scattate la sospensione della patente, una sanzione amministrativa di 4.500 euro e l’obbligo di bonificare l’area interessata dall’illecito.
«Il contrasto all’abbandono dei rifiuti è uno dei punti del nostro programma elettorale, ma questi numeri – tre casi in tre mesi – ci dicono che dobbiamo operare una vera e propria repressione, più che un contrasto», afferma il sindaco Valter Pozzo, eletto nel maggio scorso.
L’ultimo episodio risale al 19 agosto, quando, durante un servizio di pattugliamento e controllo del territorio finalizzato alla prevenzione e al contrasto degli illeciti ambientali, la Polizia locale ha rinvenuto in zona Brianco una decina di sacchi di grosse dimensioni contenenti materiale edile di varia natura e generi alimentari.
Grazie a una mirata attività di accertamento e d’indagine, il 27 agosto gli operatori comunali sono riusciti a risalire al responsabile, riconducibile a una ditta con sede a Santhià.
In precedenza, altri due soggetti privati avevano scaricato rifiuti, in distinte occasioni, lungo le strade che conducono al torrente Elvo. Le verifiche, svolte con l’ausilio di fototrappole e telecamere, avevano permesso di identificarli. Per entrambi, anch’essi non residenti in paese, erano scattate la denuncia, la sospensione della patente e la sanzione amministrativa, oltre all’obbligo di bonificare i siti.
Fortunatamente, in nessuno dei casi il materiale abbandonato era pericoloso.
«Un particolare ringraziamento va al comandante della Polizia locale Santi e all’ispettore ambientale De Camillis – dice il sindaco –, che con le loro indagini hanno permesso di individuare e rintracciare i responsabili, denunciarli, multarli e, soprattutto, obbligarli al ripristino dei siti. In caso contrario, la bonifica sarebbe stata effettuata a spese del Comune, cioè dei contribuenti».
Il primo cittadino ricorda che «i rifiuti possono e devono essere smaltiti nei centri di raccolta autorizzati», ma è anche consapevole del fatto che «chi svolge attività non lecite, in nero, non ha i requisiti per poterlo fare».
La responsabilità penale, continua Pozzo, non riguarda soltanto chi scarica materialmente i rifiuti: «Quando si devono svuotare le cantine, ad esempio, occorre fare molta attenzione perché, se la persona a cui ci si rivolge lavora in nero, il materiale asportato finirà per essere abbandonato da qualche parte. Se poi uno o più oggetti dovessero risultare riconducibili al proprietario, anche quest’ultimo sarà passibile di denuncia, al pari di chi si è reso direttamente protagonista dell’illecito».






