La parola di questa settimana è padre. Un termine che può richiamare esperienze molto diverse: per alcuni custodisce ricordi felici e il legame con una figura da ammirare; per altri riporta alla memoria assenze, incomprensioni, paure o ferite che possono lasciare un segno profondo.
Nella riflessione di Alberto Antonello, molto di ciò che siamo affonda le proprie radici nella famiglia d’origine. Non esistono genitori perfetti e, anche quando non si sono verificati episodi particolarmente dolorosi, possono essere rimaste carenze, fragilità o bisogni non pienamente accolti. Tra questi, quello di sentirsi visti, amati e riconosciuti.
Anche quando il rapporto con il proprio padre è stato difficile, le ferite non devono necessariamente restare immutabili...
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