CRONACA - 12 settembre 2026, 11:20

Raccolta funghi in Piemonte: dieci soccorsi in meno di tre giorni, tre persone hanno perso la vita

Nonostante le campagne di prevenzione, continuano gli incidenti nei boschi. Le indicazioni per ridurre i rischi durante la raccolta e verificare la commestibilità degli esemplari

Funghi, dieci soccorsi in meno di tre giorni: tre persone hanno perso la vita

Funghi, dieci soccorsi in meno di tre giorni: tre persone hanno perso la vita

Nonostante le campagne di prevenzione e i ripetuti richiami alla prudenza, la stagione dei funghi presenta già un bilancio pesante in Piemonte. In meno di tre giorni il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese è intervenuto dieci volte per recuperare persone disperse o infortunate; tre cercatori hanno perso la vita.

Gli episodi hanno interessato soprattutto il Verbano-Cusio-Ossola e la Valsesia. In Val Vigezzo un uomo è rimasto gravemente ferito dopo essere precipitato in un dirupo all’alpe Rodo. Nei giorni successivi due incidenti mortali si sono verificati nel giro di poche ore: un 66enne è stato ritrovato in un canale nella zona dell’alpe Campra, a Druogno, mentre un 85enne è stato rinvenuto in fondo a un dirupo all’alpe Camasca, nel territorio di Quarna Sotto.

Altre operazioni si sono concluse senza conseguenze tragiche. Due uomini, padre e figlio, sono stati localizzati e tratti in salvo nei pressi dell’alpe Cortina, sopra Arvogno. Altri fungaioli dispersi sono stati recuperati a Rassa, Rimella e Finero.

L’esperienza e la conoscenza dei luoghi non eliminano i pericoli. La ricerca porta spesso a camminare fuori dai sentieri, con lo sguardo rivolto verso il basso e una minore attenzione a pendii, radici, dirupi e direzione di marcia. Pioggia e umidità possono rendere il terreno particolarmente scivoloso.

Prima di partire è necessario valutare itinerario, dislivello, condizioni meteorologiche e tempo richiesto per rientrare prima del buio. Occorre indossare scarponi con una buona aderenza e abiti dai colori visibili. Nello zaino non dovrebbero mancare acqua, cibo, torcia, indumenti caldi, protezione dalla pioggia, fischietto e materiale essenziale per il primo soccorso.

È consigliabile muoversi in compagnia. Se si parte da soli, bisogna comunicare a una persona fidata la zona scelta e l’orario previsto per il ritorno. Il cellulare deve essere carico, ricordando che nei boschi la copertura può essere assente. In caso di emergenza occorre chiamare il 112 e seguire le indicazioni degli operatori.

In Piemonte la raccolta richiede il titolo regionale, fatta eccezione per le specie esentate dalla legge. Il costo è di 5 euro per un giorno, 10 euro per una settimana e 30 euro per l’anno solare. Il limite individuale è di tre chilogrammi al giorno.

Gli esemplari devono essere prelevati interi, ripuliti sommariamente sul posto e trasportati in contenitori aerati. Sono vietati i sacchetti di plastica, così come rastrelli e uncini, che possono danneggiare il terreno e il micelio. La raccolta non è consentita tra il tramonto e la levata del sole. Parchi, riserve e proprietà private possono prevedere ulteriori limitazioni.

Per prevenire le intossicazioni, il Centro di Controllo Micologico Pubblico dell’ASL BI esamina gratuitamente i funghi raccolti dai privati o ricevuti in regalo. Le sedi si trovano in via don Sturzo 20 a Biella e in via Milano 48, località Paruzza, a Cossato. Gli appuntamenti si fissano telefonando il lunedì, il mercoledì e il venerdì, dalle 8.30 alle 15, ai numeri 015 15159268 e 015 15159230 per Biella e 015 15159255 per Cossato.

Fotografie, applicazioni e pareri di conoscenti non sostituiscono il controllo di un micologo. Se dopo il consumo compaiono nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, debolezza o confusione, è necessario contattare immediatamente il 112 o rivolgersi al Pronto soccorso. Eventuali resti del pasto, esemplari crudi e scarti della pulizia devono essere conservati e consegnati agli specialisti per facilitare l’individuazione della causa dell’intossicazione.

G. Ch.

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