EVENTI - 11 settembre 2026, 12:58

Risò, a Vercelli dall’11 al 13 settembre il confronto internazionale sul futuro del riso europeo. Lollobrigida: necessario difendere cultura del riso

Il Festival è stato Inaugurato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni

Risò, a Vercelli dall’11 al 13 settembre il confronto internazionale sul futuro del riso europeo. Lollobrigida: necessario difendere cultura del riso

Risò, a Vercelli dall’11 al 13 settembre il confronto internazionale sul futuro del riso europeo. Lollobrigida: necessario difendere cultura del riso

Da oggi 11 al 13 settembre Vercelli ospiterà la seconda edizione di Risò, il Festival Internazionale del Riso. Dopo il successo della prima edizione, questo appuntamento ha visto la partecipazione del presidente del Consiglio e del direttore generale della FAO.

La manifestazione è stata inaugurata alle ore 11:00 dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, insieme al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. Presente anche il Direttore Generale della FAO Qu Dongyu, il Vicedirettore Generale Maurizio Martina e oltre trenta ambasciatori provenienti da tutto il mondo. A fare da padroni di casa il presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino, la presidente dell’Ente Nazionale Risi Natalia Bobba, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ed ovviamente il sindaco di Vercelli Roberto Scheda. 

Organizzato da Provincia e Comune di Vercelli insieme all’Ente Nazionale Risi, con il sostegno di Regione Piemonte e Masaf, il Festival conferma una forte vocazione internazionale. Sarà l’occasione per celebrare il prodotto, certamente, ma anche di chiudere affari, con buyer provenienti da 20 Paesi e delegazioni da 25 Stati esteri.

Non mancheranno momenti di confronto sulle principali sfide della filiera: competitività, reciprocità negli scambi commerciali, innovazione, ricerca e tutela delle produzioni di qualità. 

“Il riso italiano è un prodotto eccezionale, apprezzato in tutto il mondo, anche in quelle Nazioni dove il riso è alla base della loro dieta. Questo ovviamente ci riempie di orgoglio e deve ricordarci che investendo in qualità si possono ottenere ottimi risultati. L’Italia è prima in Europa per produzione di riso, ne produce più della metà, e ha voluto fortemente questo festival non solo per celebrare questo cereale, ma per ravvivare la consapevolezza degli Stati produttori che è necessario difendere la coltura del riso. La presenza di Giorgia Meloni e del Direttore Generale della FAO Qu Dongyu sono la dimostrazione dell’attenzione che stiamo dando a questa coltura e ai risicoltori. Come Governo abbiamo agito su tre linee di azione. Abbiamo aiutato la produzione, abbiamo investito oltre 17 miliardi di euro in agricoltura. Abbiamo lavorato per proteggere il nostro riso da quello straniero che arriva sul mercato a basso costo ottenendo più controlli ai punti di ingresso in Europa: non accettiamo che entri riso prodotto con l’uso di sostanze vietate da noi. E poi lavoriamo sulla promozione, dobbiamo far conoscere il nostro riso forti del Made in Italy, che per tutto il resto del mondo non vuol dire solo fatto in Italia, ma bello, buono e da comprare. Risò sarà occasione per far crescere il nostro riso”, dichiara il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

RISO’, L’ITALIA E IL RISO

L’Italia conferma il proprio primato europeo della produzione con il 56% delle superfici coltivate a riso e il 53% della produzione comunitaria. La campagna 2025-2026 ha registrato una produzione di 1,36 milioni di tonnellate, mentre l’export supera gli 800 milioni di euro annui con un saldo commerciale positivo di circa 550 milioni di euro. Numeri che confermano il valore strategico della risicoltura per la sovranità alimentare, l’economia e la competitività del sistema agroalimentare nazionale. 

Numerosi i convegni in programma. La giornata inaugurale ospiterà il confronto sul tema “Il sistema riso italiano di qualità: modello di sviluppo internazionale”, dedicato al ruolo del riso italiano come modello di qualità, sostenibilità e innovazione nel panorama agroalimentare globale. Nella Basilica di Sant’Andrea, alle 18.00, con la partecipazione del ministro Francesco Lollobrigida, del Direttore Generale della FAO Qu Dongyu, del Vicedirettore Generale Maurizio Martina e dei rappresentanti delle principali organizzazioni agricole. 

Il 12 settembre il confronto si sposterà presso il Salone degli Affreschi (Piazza Zumaglini 14) sulla dimensione europea con il convegno “Il futuro del settore risicolo in Europa: qualità, sicurezza alimentare e competitività”, dedicato alle prospettive della risicoltura europea. Al centro dei lavori la strategia elaborata dal Comitato europeo delle Regioni, illustrata dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, con focus su competitività, sostenibilità, commercio internazionale e futuro della Politica Agricola Comune. 

Proseguirà inoltre il percorso avviato con EU-Rice, l’alleanza che riunisce i principali Paesi produttori europei per promuovere una strategia comune a sostegno del comparto e rafforzare la tutela della risicoltura europea nelle istituzioni internazionali e extraterritoriali. 

Il Masaf sarà presente con uno stand istituzionale, insieme agli enti del sistema del Ministero, tra cui AGEA, ISMEA, CREA, ICQRF, Agecontrol, CUFA ed Ente Nazionale Risi, a testimonianza dell’impegno del Governo Meloni a sostegno della filiera e della promozione del riso italiano. 

Accanto agli appuntamenti istituzionali e ai focus tecnici, Risò offrirà un ampio programma dedicato alla cultura del riso e alla valorizzazione dei territori. Nel Villaggio fieristico troveranno spazio aree espositive dedicate alla filiera, ai produttori e alle eccellenze gastronomiche, laboratori, incontri, momenti di degustazione, mostre ed eventi culturali. 

CANALE CAVOUR, 160 ANNI DI GENIO

Tra le iniziative più attese figura la mostra immersiva dedicata ai 160 anni del Canale Cavour, che ripercorre la storia della grande infrastruttura irrigua che, dal 1866, ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo agricolo, economico e sociale delle Terre d’Acqua. Le celebrazioni degli 80 anni del riso Arborio, una delle varietà più rappresentative della risicoltura italiana, attraverso un percorso che ne racconta le origini, l’evoluzione e il contributo alla diffusione della cultura gastronomica del Paese, tra tradizione, ricerca e innovazione.

RISO E MONDINE, NASCE LA GIORNATA LAVORATIVA DI 8 ORE

Completano il programma le iniziative dedicate ai 120 anni dalla conquista delle otto ore di lavoro delle Mondine con la mostra “120 anni dalla conquista delle otto ore” che riporta al centro la memoria del lavoro nei campi, le condizioni di vita, le lotte e le conquiste sociali che hanno segnato profondamente il territorio e contribuito all’affermazione di diritti fondamentali.

IL RISO IN NUMERI

L’Italia è il 1° produttore di riso nell’UE con il 56% della superficie e il 53% dell’intera produzione. 

La campagna 25/26 ha registrato una produzione di 1,36 milioni di tonnellate (+1,1% sul 24/25). Quest’anno la raccolta è iniziata in anticipo, tra fine agosto e inizio settembre, con superfici intorno ai 233.500 ettari. Le province di Pavia, Vercelli e Novara rappresentano l'83% della superficie coltivata e l'84% della produzione nazionale.

L’export di riso italiano supera gli 800 milioni di euro annui e genera un saldo commerciale positivo di circa 550 milioni di euro. Le esportazioni riguardano prevalentemente riso semilavorato e lavorato destinato ai principali mercati europei, in particolare Francia, Germania e Regno Unito. 

Il riso italiano si distingue per standard qualitativi tra i più elevati al mondo, garantiti da rigorosi disciplinari produttivi e controlli lungo tutta la filiera. 

Elementi che comportano costi di produzione superiori rispetto a quelli sostenuti in molti Paesi extraeuropei, ma che consentono di offrire ai consumatori qualità, sicurezza alimentare e tracciabilità certificate.

L’Italia può contare su tre riconoscimenti a Indicazione Geografica: il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP, il Riso Nano Vialone Veronese IGP e il Riso del Delta del Po IGP, esempi di un modello produttivo che lega qualità, territorio e valore aggiunto.

EU-RICE, L’ALLEANZA EUROPEA A TUTELA DEL RISO

L’anno scorso è nata Eu-Rice, l’alleanza europea che mette insieme gli otto produttori europei di Riso: Italia, Portogallo, Spagna, Francia, Grecia, Bulgaria, Romania e Ungheria. Questa associazione nasce per sensibilizzare le istituzioni internazionali e sovranazionali sull’importanza della produzione di Riso in Europa e sulle conseguenze che alcune politiche possono avere sulla capacità di produzione di riso che si traduce anche in sicurezza alimentare per l’Unione europea. 

Circa il 60% dell'import di riso totale nell’UE avviene a dazio zero, a seguito di accordi in favore dei Paesi Meno Avanzati (PMA), in particolare Cambogia e Myanmar. L’Europa lo fa per favorirne lo sviluppo economico senza però tenere in considerazione che in queste nazioni si usano sostanze vietate in Italia e in Europa e si sfrutta la manodopera impiegando nel lavoro anche i bambini.

Il prezzo di questi prodotti è ovviamente più basso rispetto a quelli italiani ed europei, ma non è dovuto alla maggior competitività delle loro imprese, ma al fatto che producono senza regole, non rispettando gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali richiesti alle imprese agricole europee. 

Per questo l’Italia chiede all’Unione Europea più reciprocità negli scambi commerciali, standard equivalenti a quelli richiesti ai produttori europei e maggiori controlli. Un tema posto dal ministro Francesco Lollobrigida anche all’attenzione del Commissario europeo per il Commercio Maroš Šefčovič lo scorso ottobre, alla sua prima visita in Italia.  

I CONTROLLI NEL SETTORE RISICOLO

A partire dal 2021, l’attività dell’ICQRF nel comparto risicolo si è concentrata in particolare sul contrasto alle frodi nella produzione di riso biologico italiano, attraverso controlli mirati sugli operatori a maggiore rischio.

Con l’Accordo di collaborazione 2023-2028 tra ICQRF ed Ente Nazionale Risi, l’attività di controllo si è ulteriormente strutturata, con particolare attenzione alle caratteristiche merceologiche dei prodotti, al riso biologico, alle importazioni extra UE e alla ricerca di residui di sostanze non autorizzate.

I numeri testimoniano l’intensità dell’attività di vigilanza. Nel biennio 2024-2025 sono stati effettuati 1.201 controlli, di cui 682 ispettivi e 519 analitici, coinvolgendo 567 operatori e 853 prodotti. Sono stati inoltre prelevati 448 campioni.

Nel 2026 l’attività è stata ulteriormente rafforzata con uno specifico programma sviluppato insieme all’Ente Nazionale Risi, che prevede il prelievo di circa 170 campion i, con particolare attenzione ai risi biologici e ai prodotti importati dai Paesi extra UE, anche attraverso il coordinamento con le autorità doganali e portuali. Complessivamente, l’obiettivo per il 2026 è di circa 450 controlli. Al 31 luglio risultano già effettuati 170 controlli su 118 operatori.

Ufficio per la Stampa e la Comunicazione Ministero dell’Agricoltura, della Sovr

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