AL DIRETTORE - 11 settembre 2026, 09:40

"Due anni di attesa per non morire di dolore", la denuncia di Alessandra

"Adesso ammettono che devo essere rioperata"

"Due anni di attesa per non morire di dolore", la denuncia di Alessandra

"Due anni di attesa per non morire di dolore", la denuncia di Alessandra

Mi chiamo Alessandra, ho 51 anni e vivo in un paesino in provincia di Biella.  

Nel 2021 mi hanno operata alla colonna da una equipe di neurochirurghi a Torino.  Mi avevano promesso di riavere una vita normale.  Invece dopo pochi anni sono tornata al punto di partenza, ma peggio.  Da novembre 2025 vivo all’inferno.  Ho la schiena in fiamme, la zona sacrale distrutta, le gambe bruciano e sono piene di formicolii che non mi danno un secondo di tregua.  Ho fatto mesi di cure inutili.  Oggi passo le giornate a letto perché non riesco a stare seduta nemmeno cinque minuti.  E sapete la parte più vergognosa?  Per anni i neurochirurghi che mi hanno operata e altri neurochirurghi da cui sono andata in visita mi hanno detto che il problema non era la colonna.  Io glielo gridavo: è la colonna, lo sento ogni secondo del giorno.  Non mi hanno ascoltata.  

Adesso ammettono che devo essere rioperata.  E il Servizio Sanitario Nazionale mi risponde con due anni di attesa.  Due anni. Ve lo immaginate?  Due anni a convivere con dolori allucinanti, senza poter lavorare, senza poter vivere, senza poter stare seduta a tavola con i miei cari.  Questo non è servizio sanitario.  È abbandono puro. È cinismo.  È dire a una persona in condizioni gravi: arrangiati, soffri in silenzio, tanto per noi sei solo un numero in una lista.  Non sto chiedendo un favore.  Sto chiedendo il diritto di non essere lasciata a marcire nel dolore mentre il tempo mi scivola via.  Pubblico questa lettera perché è uno scandalo.  Perché dietro ai freddi numeri delle liste d’attesa ci sono persone che non riescono più a respirare senza dolore.  E perché voglio che si sappia: questa non è sanità.  È disumanità.

Alessandra

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