Music Cafè - 06 settembre 2026, 08:00

Riascoltati per voi: Thin Lizzy – Jailbreak (1976)

Riascoltati per voi: Thin Lizzy – Jailbreak (1976)

Riascoltati per voi: Thin Lizzy – Jailbreak (1976)

Settembre ha sempre un sapore particolare: per molti le ferie sono ormai un lontano ricordo, le valigie sono tornate in soffitta, le fotografie delle vacanze riempiono lo smartphone e, lentamente, si riprende il ritmo di tutti i giorni. Il lavoro, la scuola, gli impegni, gli orari... quella routine che, dopo qualche settimana di pausa, sembra quasi nuova. Anche "Riascoltati per voi" torna puntuale, dopo la sosta estiva. E non potevamo ripartire con un album qualsiasi. Serviva un disco capace di rimettere subito in moto l'adrenalina, di far alzare il volume dell'impianto hi-fi e ricordarci perché il rock, quello vero, continua ancora oggi a emozionare. Così riavvolgiamo il nastro fino al lontano 1976, un anno straordinario per la musica, e incontriamo uno dei dischi che hanno contribuito a definire l'hard rock degli anni Settanta: “Jailbreak” dei Thin Lizzy.

È curioso pensare che settembre rappresenti, per molti, un ritorno alla normalità. Eppure, il titolo di questo album significa letteralmente "evasione dal carcere". Una fuga verso la libertà. Forse è proprio quello che la musica riesce a fare meglio di qualsiasi altra cosa: regalarci un'evasione anche quando la quotidianità torna a bussare alla porta. Basta premere "play", e per quaranta minuti il mondo può aspettare.

Prima di “Jailbreak”, i Thin Lizzy erano già una band apprezzata, soprattutto in patria. Ma fu proprio questo album a trasformarli in una delle realtà più importanti del rock internazionale, questo è il disco che ha cambiato per sempre la loro storia.

Se c'è un elemento che rende immediatamente riconoscibile questo disco è il lavoro delle due chitarre: Scott Gorham e Brian Robertson non si limitano ad alternare assoli e accompagnamenti. Dialogano continuamente, costruendo armonizzazioni melodiche che diventeranno un marchio di fabbrica dei Thin Lizzy. Ma non solo loro: Phil Lynott, un frontman fuori dal comune con la sua voce, non tecnicamente perfetta, trasmetteva personalità, calore e autenticità. Bastano poche note per riconoscerla.

Quasi cinquant'anni dopo, “Jailbreak” continua a essere un punto di riferimento imprescindibile per chi ama il rock classico, addirittura sembra non invecchiare mai. Eh, sì, perché ogni volta che riparte il riff della title track o quello, inconfondibile, di “The Boys Are Back in Town”, si ha la sensazione di tornare a un'epoca in cui il rock sapeva essere diretto, sincero ed incredibilmente coinvolgente. E forse non poteva esserci modo migliore per inaugurare questa nuova stagione di "Riascoltati per voi”!

Bentornati, salite a bordo che ci aspetta ancora un lungo viaggio da percorrere insieme.

I miei brani preferiti sono: "Jailbreak", "Warriors", "The Boys Are Back in Town", "Cowboy Song" e "Emerald".

Voto: 9,5

Tracce:

1. Jailbreak

2. Angel from the Coast

3. Running Back

4. Romeo and the Lonely Girl

5. Warriors

6. The Boys Are Back in Town

7. Fight or Fall

8. Cowboy Song

9. Emerald

Durata: 38 minuti.

Formazione:

- Phil Lynott – voce, basso

- Scott Gorham – chitarra

- Brian Robertson – chitarra

- Brian Downey – batteria

Dopo aver ascoltato le ultime note, ci congediamo da “Jailbreak” dei Thin Lizzy, il disco che per questa settimana è stato la nostra macchina del tempo. Questo nostro viaggio non è mai statico; ogni riascolto svela una nuova strada, un nuovo dettaglio nascosto che merita di essere visitato. Fatemi sapere le vostre impressioni, i vostri ricordi e le vostre riflessioni.

Grazie per aver condiviso la rotta anche questa settimana, il prossimo vinile è già sul piatto. A presto!

Andrea Battagin

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