ATTUALITÀ - 04 settembre 2026, 13:00

Ghiacciai e crisi idrica, Uncem: "Servono scelte strutturali"

Ghiacciai e crisi idrica, Uncem: "Servono scelte strutturali"

Ghiacciai e crisi idrica, Uncem: "Servono scelte strutturali"

L’arretramento dei ghiacciai incide sulla disponibilità e sulla gestione dell’acqua in Piemonte e nel bacino del Po. Il tema è stato affrontato a Ostana durante la tappa piemontese della Carovana dei Ghiacciai di Legambiente, nell’ambito del convegno “Ghiaccio che scompare, fiumi che cambiano. Nuove sfide per la governance dell’acqua nelle Alpi”, durante il quale è stato presentato l’Atlante dell’acqua 2026.

Nel corso dell’incontro è stata richiamata anche la vasta frana staccatasi il 1° settembre dalla parete nord-est del Monviso, episodio che ha riportato l’attenzione sulle trasformazioni dell’ambiente alpino.

«Non dobbiamo cadere nella tentazione di collegare automaticamente ogni singolo evento al cambiamento climatico – sottolinea Stefania Dalmasso, sindaca di Piasco e vicepresidente di Uncem Piemonte – ma non possiamo neppure ignorare l’accelerazione dei fenomeni che la scienza ci sta documentando».

I rilevamenti di Arpa Piemonte indicano che giugno 2026 ha registrato un’anomalia termica media regionale di 3,5 gradi rispetto al periodo 1991-2020. Nella prima decade di luglio, inoltre, la portata del Po a Isola Sant’Antonio è risultata inferiore del 75 % rispetto ai valori storici.

«Non siamo più di fronte a un’emergenza occasionale. Questa è la nuova normalità», afferma Dalmasso, chiedendo interventi strutturali al posto delle sole misure emergenziali.

La disponibilità idrica assume anche una rilevanza economica e sociale: il distretto del Po genera circa il 41 % del Pil nazionale e rappresenta un’area strategica per il Paese.

Roberto Colombero, presidente di Uncem Piemonte, invita la politica a fondare le proprie decisioni sui dati scientifici: «Non possiamo continuare a programmare il futuro sulla base delle condizioni climatiche del passato».

Tra le priorità dichiarate da Uncem figurano il ripensamento della pianificazione urbanistica, la riduzione dei consumi e una revisione del rapporto tra acqua, agricoltura e sistemi produttivi.

L’organizzazione sollecita infine una maggiore collaborazione tra montagna e pianura, accompagnata da investimenti nella conoscenza, nel monitoraggio e nella manutenzione del territorio e da risorse adeguate per gli enti locali.

C.S. Uncem, G. Ch.

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