Il 29 agosto Massimo Basso e Valter Battù, due amici biellesi, hanno lasciato l’Italia alla volta dell’India. Il 2 settembre saliranno su un tuk-tuk, una sorta di Apecar adattata al trasporto di persone e molto diffusa in Asia. A bordo del veicolo, privo di porte e finestrini, percorreranno circa duemila chilometri da Manali, in Himachal Pradesh, a Jaisalmer, la città dorata del Rajasthan. L’itinerario attraversa alcuni dei passi himalayani più alti del mondo, tra i 4.000 e i 5.000 metri, con temperature che li costringeranno a passare dal piumino in montagna alla maglietta di lino nel deserto del Thar.
L’avventura si chiama Rickshaw Run Himalaya ed è organizzata da The Adventurists, associazione britannica che dal 2006 porta equipaggi provenienti da tutto il mondo ad affrontare percorsi impegnativi con mezzi palesemente inadatti all’impresa. Prima ancora di parlare dell’itinerario, Max tiene a precisare la natura dell’iniziativa: "Non è una gara. Non c’è una classifica, non c’è un vincitore, non c’è nemmeno un percorso obbligato: ti danno un punto di partenza e uno di arrivo, il resto lo inventi tu strada facendo. È un raid non competitivo: per noi è proprio questo il punto, arrivare e non arrivare primi".
Inizialmente la partenza era prevista da Leh, in Ladakh, ma le tensioni nella regione e le nuove restrizioni per i veicoli hanno convinto gli organizzatori a spostarla più a sud, a Manali. Una difficoltà supplementare per i due biellesi, che arriveranno a Leh, a circa 500 chilometri dal nuovo punto di ritrovo, e dovranno superare altre strade e passi himalayani con mezzi di fortuna prima ancora di cominciare il raid. Nel programma restano valichi come il Rohtang e il Kunzum, con strade strette, frane e guadi da affrontare su un tuk-tuk a quattro tempi che in salita fatica a superare i 15 chilometri orari.
Max, fotografo e autore del diario di bordo, gestisce il sito 2dicorsa.it e i canali social collegati, mentre Valter cura le pubbliche relazioni e l’organizzazione logistica.
I due amici hanno scelto di affiancare all’esperienza anche una raccolta fondi a sostegno di Cool Earth, organizzazione non profit britannica. Cool Earth collabora con le comunità indigene che abitano le foreste primarie, ritenendo che siano proprio loro a saperle proteggere meglio di chiunque altro. Il sostegno consiste in trasferimenti diretti di denaro senza condizioni e in piccoli progetti scelti dalle comunità stesse, come alveari, attrezzature e allevamenti, che rendono più vantaggioso conservare la foresta anziché venderla alle multinazionali. L’organizzazione opera nell’Amazzonia peruviana, in Papua Nuova Guinea e in Camerun. Le donazioni legate all’iniziativa di Max e Valter vengono raccolte attraverso JustGiving, la piattaforma ufficiale indicata sul sito 2dicorsa.it, senza una quota minima per chi desidera contribuire.
A sostenere la spedizione ci sono anche alcune realtà del territorio biellese, che hanno scelto di partecipare come sponsor. Un aiuto concreto per un’impresa che conserva un ampio margine di rischio: un mezzo progettato per il traffico urbano indiano dovrà affrontare per due settimane passi himalayani e piste nel deserto, senza assistenza meccanica lungo il tragitto.
L’avventura potrà essere seguita giorno per giorno sul blog 2dicorsa.it, dove Max e Valter racconteranno la preparazione e le singole tappe con lo stesso spirito con cui si guida un tuk-tuk in salita: un po’ a fatica, ma con il sorriso. Gli aggiornamenti saranno pubblicati anche sul profilo Instagram @2dicorsa e sul canale YouTube @2diCorsa, dove sono previsti alcuni momenti in diretta dal percorso.
Il programma comprende circa dodici giorni di guida effettiva. Salvo imprevisti, l’arrivo a Jaisalmer è previsto intorno alla metà di settembre.






