Quindicesimo Ironman portato a termine per Stefano Pozzo, protagonista di una nuova sfida internazionale che questa volta lo ha portato in Estonia. Per l'atleta si tratta del secondo Ironman completato nel corso dell'anno, dopo quello disputato in Francia a giugno, con condizioni climatiche completamente opposte.
"Dal caldone di giugno della Francia alle temperature rigide dell'Estonia di sabato", racconta Pozzo, che a Tallinn ha affrontato una delle prove più difficili della sua lunga esperienza nel triathlon.
La gara è iniziata in un laghetto immerso nella foresta, avvolto dal freddo e dalla nebbia. "Non si vedeva dove si nuotava, almeno c'erano i sub con la lucina", racconta. La temperatura dell'acqua era di circa 18,5 gradi.
Condizioni complicate anche nella frazione in bicicletta, con 180 chilometri caratterizzati dal freddo e dal vento. "Mi sono salvato fino alla metà senza pioggia, poi è arrivato un freddo da tremare", spiega.
Ancora più impegnativa la maratona finale, affrontata sotto la pioggia e con forti raffiche di vento freddo. Una giornata "completamente senza sole" che ha reso ancora più dura una prova già estremamente impegnativa.
"Tallinn è stato il primo Ironman che ho patito più di tutti gli altri, dall'iconica durezza di Lanzarote al doppio Ironman", sottolinea Pozzo.
Nonostante le condizioni climatiche, l'atleta è riuscito a tagliare il traguardo dopo 13 ore, 10 minuti e 45 secondi, conquistando così il suo 15° Ironman.
"Sono contento di averla finita nonostante il clima rigido", è il commento finale di Pozzo al termine di una giornata che, per difficoltà e condizioni atmosferiche, resterà sicuramente tra le più dure della sua esperienza.






