È nel ricordo del figlio Marco che emerge il ritratto di Lorenzo Ramella Pollone, “Tato” per tutti, scomparso il 19 agosto 2026 all’ospedale di Biella, in seguito a un infarto. Era nato il 16 giugno 1946.
"Era da diverso tempo che non stava bene", racconta Marco, ricordando gli ultimi tempi del padre. Lorenzo era un imprenditore e aveva legato la sua vita alla Ramella Graniti, azienda a conduzione familiare che da tre generazioni opera nel settore della pietra. Un’attività che aveva saputo far crescere partendo dal lavoro iniziato dalla generazione precedente. "Mio padre era il classico imprenditore che è riuscito a capire la direzione da tenere, decuplicando l’attività che aveva iniziato suo papà prima, insieme al suo fratello", racconta il figlio.
Una capacità che Lorenzo ha trasmesso alla famiglia e che Marco porta ora avanti insieme al fratello, alla sorella e alla mamma. "Ci ha dato la direzione da tenere. Ultimamente c’era per le cose più importanti, diciamo, era sempre una persona su cui contare". Tra le qualità che Marco associa maggiormente al padre c’è l’istinto, una capacità quasi naturale di capire le persone e le situazioni. "Un dono che aveva era l’istinto allo stato puro. Sapeva leggere le persone, non ci metteva tanto, era un uomo pragmatico e dal carattere forte, ma che dietro quella durezza nascondeva un animo buono ed era generoso".
Lorenzo era anche consigliere della parrocchia del Favaro, dove metteva a disposizione la propria esperienza per seguire concretamente i lavori. "Era una persona molto pratica nei lavori e tutto, aiutava il falegname, con l’impresario, con l’idraulico, il muratore, insomma, seguiva tutte queste cose qua", ricorda Marco. Una presenza fatta di lavoro concreto, disponibilità e capacità di trovare soluzioni. Lo stesso atteggiamento che aveva caratterizzato il suo percorso imprenditoriale e familiare.
"Ha sempre combattuto e ci ha trasmesso queste cose", conclude Marco, affidando a queste parole il ricordo di un padre che, per tanti, resterà semplicemente “Tato”, ma che per la famiglia è stato un punto di riferimento impoprtante.





