La parola di questa settimana è insicurezza. Una condizione invisibile, ma capace di influenzare scelte, relazioni e progetti, alimentando quella voce interiore che porta a dubitare di sé e delle proprie capacità.
Nella riflessione di Alberto Antonello, questo senso di inadeguatezza può affondare le radici nelle parole ascoltate nel corso della vita, nei vuoti rimasti, negli abbracci mancati e nei riconoscimenti mai ricevuti. Anche ripetersi di avere valore, a volte, non basta quando dentro continuano a prevalere paura e fragilità.
Antonello richiama alcune figure bibliche, a partire da Mosè, che si sente inadeguato davanti al compito affidatogli da Dio. È quando si finisce per guardare soprattutto alle proprie debolezze, anziché affidarsi alla fede, che il timore rischia di prendere il sopravvento...





