Nel bacino del Cervo, a luglio sono caduti in media 20,5 millimetri di pioggia. La quantità rilevata da Arpa Piemonte è inferiore del 75% rispetto alla media climatica del periodo 1991-2020.
La carenza di precipitazioni si estende dall’ottobre 2025, inizio dell’attuale anno idrologico, dove il bacino del Cervo presenta uno scarto negativo del 39%. Il dato si riferisce all’intera area e non alle singole località, ma conferma la marcata scarsità degli apporti piovosi anche nel Biellese.
A soffrire è quasi tutto il Piemonte: l’indice sintetico elaborato da Arpa segnala condizioni di siccità severa nella maggior parte della regione; fa eccezione il bacino della Dora Baltea. Un quadro analogo non si osservava dalla primavera del 2022. Nel bacino del Po, considerato fino alla confluenza con il Ticino, la media di luglio si è fermata a circa 33 millimetri, il 54% al di sotto della norma. Il mese ha prolungato una fase asciutta iniziata in primavera: le precipitazioni erano risultate inferiori alla media del 56% ad aprile, del 44% a maggio e del 40% a giugno. Dall’inizio del 2026 la riduzione è del 20%; nell’intero anno idrologico raggiunge il 27%.
Alla mancanza di pioggia si è aggiunto un caldo fuori dall’ordinario. La temperatura media regionale di luglio ha superato di circa 3 gradi i valori climatici, facendo registrare il secondo luglio più caldo della serie storica, vicino al primato del 2015. Tra la fine di maggio e la fine di luglio si sono succedute quattro ondate di calore. Le alte temperature hanno anticipato la fusione della neve in montagna e accresciuto l’evapotraspirazione, con una più rapida perdita di umidità da parte dei terreni e della vegetazione proprio durante il periodo colturale.
Gli indici SPI e SPEI, utilizzati per misurare rispettivamente l’anomalia delle precipitazioni e quella combinata di pioggia ed evapotraspirazione, confermano una siccità diffusa. L’andamento più grave si registra sulla scala dei tre mesi, con gran parte del Piemonte in condizioni severe e alcune aree in siccità estrema. Le valutazioni sui sei e dodici mesi risultano meno negative grazie alle piogge di febbraio e all’evento meteorologico di marzo, ma il rapido peggioramento primaverile ed estivo ha riportato la regione su livelli paragonabili a quelli del 2022.
Anche le riserve sono fortemente ridotte. Alla fine di luglio la disponibilità complessiva negli invasi regolati e nel Lago Maggiore era inferiore del 62% alla media del periodo. Nel Piemonte settentrionale la differenza sfiorava l’80%. Il Lago Maggiore ha perso circa 50 centimetri in un mese, avvicinandosi ai minimi storici stagionali. La quota disponibile per l’irrigazione era scesa intorno al 5%. La dotazione delle risorse superficiali risultava ormai sostanzialmente analoga a quella del luglio 2022.
Le criticità maggiori riguardano i corsi d’acqua. Alla fine del mese il 51% delle stazioni idrometriche gestite da Arpa si trovava in condizioni di magra severa. A Isola Sant’Antonio, sezione di chiusura del bacino piemontese, la portata media mensile del Po risultava inferiore del 79% al valore storico. I primi segnali di sofferenza interessano anche le falde sotterranee. Nelle aree monitorate i livelli sono nettamente più bassi rispetto a quelli abituali per la stagione. Il numero ancora limitato delle stazioni con dati disponibili impone però cautela nella valutazione generale.
Rispetto al 2022 è diversa la dinamica della crisi. Quattro anni fa la siccità era iniziata nella seconda metà del 2021 e si era consolidata durante un inverno eccezionalmente caldo e asciutto. Nel 2026 il deterioramento è stato più rapido e si è concentrato tra primavera ed estate, sotto l’effetto congiunto delle scarse precipitazioni, delle temperature elevate e dell’anticipato esaurimento della neve. A fine luglio, tuttavia, le due annate erano ormai confrontabili per disponibilità delle risorse superficiali e gravità della riduzione delle portate.
Per gran parte di agosto sono previste temperature superiori ai valori climatici. Le precipitazioni dovrebbero essere affidate soprattutto a episodi temporaleschi. Un parziale ritorno verso condizioni più vicine alla norma potrebbe verificarsi nella seconda metà del mese, con temperature meno elevate e piogge localmente più diffuse.



















