ATTUALITÀ - 31 luglio 2026, 15:00

Torrente Cervo, gli ambientalisti chiedono modifiche al progetto di messa in sicurezza: “Più tutela ambientale e confronto pubblico”

Nel mirino anche l’innalzamento dell’argine in sinistra orografica, previsto per circa 125 centimetri con una barriera in acciaio lunga 350 metri

Torrente Cervo, gli ambientalisti chiedono modifiche al progetto di messa in sicurezza: “Più tutela ambientale e confronto pubblico”

Torrente Cervo, gli ambientalisti chiedono modifiche al progetto di messa in sicurezza: “Più tutela ambientale e confronto pubblico”

Il progetto per la messa in sicurezza del tratto urbano del torrente Cervo a Biella finisce sotto la lente delle associazioni ambientaliste, che hanno presentato una serie di osservazioni al Comune chiedendo integrazioni e modifiche agli interventi previsti.

L’intervento, inserito nel programma di finanziamenti contro il dissesto idrogeologico (codice ReNDiS 01IR007/PI), riguarda il “miglioramento della funzionalità idraulica e la salvaguardia delle attività esistenti” lungo il corso d’acqua cittadino, una zona classificata a rischio idraulico elevato.

Le associazioni, pur riconoscendo la necessità di garantire la sicurezza pubblica, contestano l’impostazione ritenuta troppo orientata alle opere strutturali, con un forte ricorso a cemento e acciaio. Secondo il documento inviato agli enti competenti, il progetto rischierebbe di aumentare ulteriormente l’artificializzazione del torrente, compromettendo habitat e naturalità del corso d’acqua.

Tra le principali richieste c’è quella di prevedere maggiori interventi di rinaturalizzazione dell’alveo, non solo nel ramo destro del Cervo, ma nell’intero tratto interessato dai lavori. Le associazioni ricordano inoltre che nella zona era stata istituita una zona “No Kill” per favorire il ripopolamento ittico e che nel torrente è stata rilevata anche la presenza della trota marmorata.

Particolare attenzione viene dedicata agli effetti sulle specie presenti e alla fase di cantiere. Gli ambientalisti chiedono uno studio ittico specifico, un piano per il recupero e la reimmissione della fauna prima dell’avvio dei lavori e un cronoprogramma che eviti le fasi più delicate per la riproduzione dei pesci.

Nel mirino anche l’innalzamento dell’argine in sinistra orografica, previsto per circa 125 centimetri con una barriera in acciaio corten lunga 350 metri. Secondo le associazioni, l’opera potrebbe modificare la dinamica delle eventuali piene, spostando gli effetti verso la sponda opposta e verso valle.

Viene inoltre chiesto maggiore chiarezza sui documenti progettuali, tra cui analisi idrologica, relazione idraulica e valutazioni ambientali, ritenuti necessari per comprendere appieno gli effetti dell’intervento.

Tra le proposte avanzate figura anche la realizzazione di una scala di risalita per l’ittiofauna in corrispondenza della traversa del Ponte della Maddalena, così da migliorare la continuità ecologica del torrente senza compromettere la funzione dell’opera esistente.

Le associazioni chiedono infine l’istituzione di un confronto pubblico e di un percorso partecipato con Comune, enti tecnici e cittadini, prima della prosecuzione dell’iter progettuale.

Ora spetterà al Comune di Biella valutare le osservazioni presentate e fornire riscontro alle richieste avanzate sul futuro assetto del torrente Cervo nel cuore della città.

redazione c

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