Riceviamo e pubblichiamo:
"Ho visto sui giornali online le foto e gli interventi della manifestazione contro lo spostamento dei ciliegi dei Giardini Zumaglini.
Mi complimento con gli organizzatori per il successo della partecipazione e per lo svolgimento ordinato dell'iniziativa.
Tra i tanti presenti c'era però anche il convitato di pietra: ciò da cui è partito tutto, il motivo stesso per cui si ipotizza di spostare i ciliegi e al quale, purtroppo, nessuno ha fatto un saluto.
Quali strategie deve adottare la città di Biella per rilanciare il centro cittadino, che negli ultimi decenni si è progressivamente indebolito sotto la spinta di una forte forza centrifuga? Una dinamica che ha portato chi amministrava Palazzo Oropa a spostare verso la periferia tutte quelle leve urbanistiche che avrebbero potuto rappresentare attrattori per il cuore della città.
Mi riferisco non solo al mercato, trasferito al confine con Ponderano, ma anche all'università, collocata quasi a Occhieppo, al centro commerciale Gli Orsi, che lambisce Gaglianico, e all'ospedale, addirittura edificato in un altro comune.
Sono il primo a voler bene a quei ciliegi, piantati una ventina d'anni fa, e sarei felice di evitare loro lo stress di un trasferimento. Ma la vera partita non è bucolica: è capire come evitare che, invece dei ciliegi, a spostarsi (o peggio, a chiudere) siano altri bar e altri negozi.
A Biella, come in tante città italiane, il centro storico è identità. Vi si trovano le chiese più importanti, i palazzi più belli, l'architettura più raffinata. Frequentarlo significa anche educare lo sguardo al bello. Forse è anche per questo che l'Italia continua a esprimere alcuni dei designer e degli stilisti più apprezzati al mondo.
Se i cittadini che hanno organizzato la manifestazione o le forze di opposizione in Consiglio comunale sostenessero che il progetto è sbagliato perché non raggiungerà gli obiettivi prefissati, spiegandone le ragioni, il confronto sarebbe stimolante.
Ma se ci si limita a dire che il progetto è sbagliato per lo stress cui saranno sottoposti i ciliegi, si ha quasi la sensazione che si stia guardando il dito mentre qualcuno indica la luna."
Davide Zappalà, consigliere regionale di Fratelli d'Italia
In risposta Andrea Basso - segretario del Circolo del Partito Democratico della Città di Biella
"La manifestazione di ieri ai giardini Zumaglini ha dimostrato che la nostra città non si rassegna.
Dovrebbe essere per il sindaco un monito: così si va a sbattere contro un muro, e non è una bella cosa.
Contrariamente a quanto afferma Zappalà, nessuno degli oltre mille presenti guardava il dito che indica la luna; guardavamo tutti la luna, il futuro di una parte importante della nostra città.
Non siamo noi forze politiche di opposizione né l’organizzatrice della manifestazione a dover spiegare perché il progetto di spostamento del mercato al centro, coi danni anche ambientali che provocherà, non potrà funzionare.
È l’amministrazione a dover dimostrare il contrario, e non lo sta facendo: nessuno studio di mercato sta alla base di questa idea balzana, e lo ha confermato l’assessore Pisani in consiglio comunale: l’unico “studio” fatto è l’osservazione che Biella è in Piemonte l’unico capoluogo di provincia a non avere il mercato al centro. Un po’ troppo poco.
Nessuno si è premurato, in maggioranza, di valutare seriamente l’impatto di questa scelta sul commercio né sulla viabilità. Nessuno si è premurato di illustrare un progetto alternativo per Piazza Falcone (non c’è evidentemente nessun progetto spendibile di fronte all’opinione pubblica) e per i quartieri che oggi gravitano sul mercato: Villaggio Lamarmora, Masarone e Villaggio sportivo.
L’idea di trapiantare i melograni a Chiavazza e i ciliegi vicino al liceo classico tradisce solo l’intento di sottrarre allo sguardo della maggioranza dell’opinione pubblica che fatalmente moriranno almeno in grossissima parte: lontan dagli occhi, lontan dal cuore.
E di cuore, alla manifestazione di ieri, ce n’è stato moltissimo: era l’affetto e la preoccupazione dei biellesi per la sorte di un pezzo storico e amatissimo della nostra città.
Olivero dimostri di non essere la versione locale del marchese del Grillo e scelga di non passare alla storia per uno scempio. Glielo chiedono anche moltissimi suoi elettori. Non ascolti l’opposizione, ascolti quanto meno loro."





