Ormai da anni il tradizionale Raduno sezionale di luglio delle penne nere di Biella ha cambiato veste. E anche in questo 2026 come negli ultimi, l’appuntamento per gli Alpini della sezione di via Ferrucio Nazionale e delle loro famiglie è alla Cappella del Paradiso. Lì sono in programma l’alzabandiera e la Santa Messa, con il Coro la Ceseta e la Fanfare di Pralungo che faranno da sottofondo all’evento domani sabato 18 luglio. Anche se qualcuno come lo stesso Presidente Fulcheri non rinuncerà a raggiungere la chiesetta di San Maurizio, non sabato e non il giorno seguente, ma domenica 26 luglio.
A fare la differenza è stata prima la funivia che si è fermata a dicembre 2021 e a febbraio 2022 sono state smantellate anche le gabbiette. Gli impianti hanno raggiunto la scadenza tecnica e sono fermi per una revisione straordinaria e un maxi-progetto di rifacimento che da cronoprogramma comunale avrebbe dovuto essere pronta inizialmente per la fine del 2026, poi nei primi mesi del 2027, mentre la data è ancora slittata.
“E’ innegabile che con gli anni per forza di cose il Raduno è cambiato – commenta malinconico il presidente delle penne nere biellesi Marco Fulcheri, che coglie però anche una nota positiva - , ma sicuramente non per questo si può dire che i biellesi sono meno affezionati all’evento rispetto a prima. In termini numerici se vogliamo a conti fatti sono forse di più le persone che vengono alla Cappella perché è più facilmente accessibile. Anche prima non tutti se la sentivano di prendere funivie e gabbiette e non tutti ovvio che se la facevano a piedi. Non nascondo che speriamo di tornare su presto ma il Raduno resta sempre l’evento più atteso dell’anno per la sezione. Speriamo solo che una volta che sia a posto la funivia funzioni ancora la cestovia”, conclude in maniera ironica.
Lo stesso Presidente con altri Alpini e diversi gagliardetti non rinunceranno a salire alla chiesetta di San Maurizio: “In genere salivamo il giorno dopo – prosegue Fulcheri - ma qualcuno ha iniziato a dire che se facevamo la domenica successiva magari qualcuno in più sarebbe venuto perché avrebbe magari fatto tappa al rifugio Rosazza, e così faremo domenica 26. L’anno passato i gagliardetto che sono venuti erano una trentina su 70, direi non pochi, visto che non è proprio per tutti raggiungere la nostra chiesetta”.