Mercoledì 15 luglio, a Biella, si presenta un libro e una vita.
Il sangue non mente mai. Siamo noi a non saperlo leggere.
Clara Camaschella ha dedicato una vita intera a quella lettura impossibile, il ferro nascosto nell'emoglobina: quell'elemento silenzioso che occupa il numero 26 della tavola periodica e che porta l'ossigeno in ogni cellula del corpo come un messaggero invisibile e fedele. Una vita che è diventata libro, La donna del ferro, edito nella collana Le nostre storie, di Neos Edizioni, e che il 15 luglio approda a Palazzo Gromo Losa di Biella, nel segno dei talkoncerti di PiazzoPerosi. Realizzato in collaborazione con il Comune di Biella. Banca Patrimoni Sella & C. supporta la diffusione del volume.
La storia di Clara Camaschella è, prima di tutto, una storia italiana. Inizia nella Valsesia degli anni Sessanta, tra le suore, il liceo e un diario segreto dove una ragazza scrive le sue paure e i suoi sogni come se la carta potesse tenerli al sicuro dal mondo. Poi Torino, il Sessantotto, la Medicina. Dopo, il salto più grande: uno stage alla Wayne State University di Detroit, un incontro decisivo con il professor Liborio Tranchida e un vetrino al microscopio che mostra per la prima volta il plasmodio della malaria nei reduci del Vietnam. Un'immagine che non si dimentica più, come un ago che buca la superficie dell'ovvio e rivela un universo nascosto nel sangue.
Da quel momento, la sua carriera diventa una corsa ad ostacoli, parole sue, non metafore altrui. Un percorso in cui il genere ha pesato quanto e più della competenza, in cui i muri del mondo accademico si alzano precisi come diagnosi.
Dal 2013, i TalKoncerti di PiazzoPerosi costruiscono serate che non sono semplici presentazioni editoriali né conferenze accademiche: sono incontri vivi, dove la parola si intreccia con la musica e il pensiero si fa esperienza condivisa. Prima di Clara Camaschella, su questo palco ideale sono passati Domenico Siniscalco, Mario Calabresi, Oscar Farinetti, Domenico Quirico, Pietrangelo Buttafuoco... Questa volta tocca a una donna di scienza, e la scelta è quanto mai felice.
La musica, come sempre da queste parti, non è decorazione. È ossatura. Ad aprire la serata sarà la Romanza per violino e pianoforte di Amy Beach, compositrice americana di fine Ottocento. Una scelta quasi programmatica: una donna che ha conquistato centimetro per centimetro il proprio spazio in un mondo che non la aspettava, specchio fedele della vicenda di Camaschella.
Poi il colpo di teatro: Gershwin, nell'arrangiamento leggendario di Jascha Heifetz, con It Ain't Necessarily So dalla Porgy and Bess. Una provocazione ironica alle verità preconfezionate. Non è necessariamente così, e quante volte Clara Camaschella avrà pensato esattamente questo, di fronte ai pregiudizi, ai muri, alle diagnosi della malattia? La musica dice quello che le parole faticano a dire. Due brani soltanto, scelti con la cura che distingue un programma pensato da uno semplicemente assemblato. Al violino Irene Lembo, al pianoforte Fabio Napoletano.
Resta una frase, semplice e potente come un'equazione ben costruita, che percorre il libro come un filo d'oro: "L'importante è chiedere molto a noi stessi indipendentemente dai risultati." Una frase che ogni giovane ricercatore dovrebbe tenere incisa sulla scrivania. Una frase che ricorda che la scienza autentica non è la rincorsa al risultato, ma la fedeltà al metodo, alla curiosità, all'onestà intellettuale. Una frase che potrebbe stare sopra qualsiasi vita vissuta davvero.
Il sangue non mente mai. E Clara Camaschella, alla fine, ha imparato a leggerlo meglio di chiunque altro, non soltanto al microscopio, ma dentro se stessa.
Si ringrazia Banca Patrimoni Sella & C. per il supporto nell’ambito della diffusione del volume.
Mercoledì 15 luglio, a Biella, si fa musica, si presenta un libro e una vita. Vale la pena esserci.
Palazzo Gromo Losa, Biella, ore 18:00.
Ingresso libero e gratuito, prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti.
Per maggiori informazioni: https://www.accademiaperosi.org/






