Se chiedete a un americano dove trascorrere le vacanze in Italia, probabilmente vi risponderà Roma, Venezia, Firenze o la Costiera Amalfitana. Difficilmente citerà Sagliano Micca e la Valle Cervo. Eppure è proprio qui che hanno scelto di fermarsi cinque ragazzi americani di 22 anni, appena laureati alla Temple University di Philadelphia, dopo aver concluso i campionati nazionali universitari di canottaggio in California.
Sono Sebastian, Stephen, Fredrick, Declan e Derick e si sono ritrovati nella piazza del paese per una foto ricordo. Hanno un fisico atletico, un sorriso contagioso e una spontaneità tutta americana. Tra qualche settimana le loro strade si divideranno: qualcuno inizierà un dottorato di ricerca, altri entreranno nel mondo dell'industria, della consulenza o della finanza.
Prima, però, hanno voluto concedersi una settimana nel Biellese. “Per me questo è un po' come tornare a casa - confida Sebastian, laureato in finanza - Non è un semplice viaggio, sono di Philadelphia ma una parte della mia famiglia è profondamente legata al Biellese. Mio nonno paterno, Denys, scomparso lo scorso febbraio, era australiano ma ha vissuto per molti anni a Biella; qui è nato anche mio padre. Mia mamma, invece, è figlia dell'architetto Gian Paolo Varnero, originario proprio di Sagliano Micca”.
Per lui questo territorio è sempre stato una seconda casa. “Sono cresciuto venendo qui ogni estate con i miei fratelli. Siamo una famiglia numerosa: tre fratelli e due sorelle. Qui abbiamo imparato a sciare, a camminare in montagna, a raccogliere mirtilli e funghi. Un'estate ho frequentato l'asilo ad Andorno Micca, poi due settimane della scuola elementare a Sagliano e, a 11 anni, ho partecipato alla processione di Fontanamora con mio cugino Cesare Lombardi. Tornare qui significa ritrovare una parte della mia vita”.
Per gli altri 4 amici, invece, è il secondo soggiorno. Stephen, laureato in giurisprudenza e originario di Chicago, si apre al racconto con un sorriso: “Due anni fa ho camminato su un tratto completamente ghiacciato del Mucrone. È uno dei ricordi più belli. Io vengo dall'Illinois, nel cuore del Midwest: da noi è tutto piatto. Sono abituato a vedere tornado, campi di mais e a pedalare per chilometri senza incontrare una collina. Qui, invece, basta alzare gli occhi e hai davanti le montagne. Roma? È bellissima ma Sagliano è un'oasi”.
Declan, laureato in ingegneria meccanica, ricorda il loro primo viaggio: “La volta scorsa siamo arrivati a Roma e abbiamo concluso la vacanza a Sagliano. Roma è splendida ma dopo qualche giorno mi sono sentito quasi soffocare tra traffico e turisti... e connazionali – scherza - Quando siamo arrivati qui, in Valle Cervo, mi è sembrato di entrare in un luogo di pace. La cosa che mi ha colpito di più è la facilità con cui le persone ti salutano e ti fanno sentire il benvenuto”.
Fredrick e Derick annuiscono. Il primo, laureato in economia, indica le montagne: “È difficile da spiegare. Hai questa catena sullo sfondo e colline verdissime. È come se il paesaggio ti invitasse a rallentare, respirare e ritrovare il tuo ritmo”. Perché tornare a Sagliano? La risposta arriva quasi all'unisono. “Perché avevamo bisogno di imparare, per una volta, a rallentare e ritagliarci del tempo” queste le parole di Derick che abita in Connecticut ed è laureato in economia.
Negli ultimi 4 anni la loro vita è stata scandita da una disciplina ferrea: sveglia alle 4.30, corsa, allenamento in barca sul fiume con qualsiasi condizione atmosferica, pioggia, neve e ghiaccio compresi, poi sala pesi e palestra, con inizio delle lezioni alle otto, seguite da laboratori, esami e studio fino alle cinque del pomeriggio. La sera di nuovo allenamento e alle nove tutti a letto. “Il giorno dopo ricominciava tutto uguale – riportano - Solo nei giorni di gara la sveglia era alle sei e ci sembrava un vero miracolo”.
Essere studenti-atleti in una grande università americana significa vivere due carriere contemporaneamente. “Bisogna mantenere voti molto alti e competere ai massimi livelli sportivi – sottolineano - L'università investe molto su di te e pretende il massimo. È stato un percorso durissimo”. Stephen lo riassume con una frase: “Quasi un addestramento militare. Faticoso ma ci ha insegnato la disciplina e ci ha uniti come fratelli”.
Così, quando Sebastian ha proposto di tornare in Europa la risposta è stata immediata: “Partiamo da Sagliano”. Ora, tra pochi giorni il gruppo si dividerà: “Per la prima volta dopo quattro anni non saremo più insieme – evidenziano - A luglio inizieremo tutti a lavorare e saremo in città diverse ma su una cosa non ci sono dubbi: torneremo da queste parti. Qui abbiamo imparato a staccare l'interruttore”.
Prima di salutarli chiediamo se consiglieranno il Biellese ai propri amici. La risposta è netta: “Assolutamente sì. Molti americani conoscono soltanto le grandi città italiane. Sono meravigliose, ma qui ti senti bene, anche se arrivi dall'altra parte del mondo”. Anche Sebastian ci lascia con una promessa che sa già di tradizione: “Io continuerò a tornare. E un giorno porterò qui anche i miei figli, proprio come hanno fatto i miei genitori con me”.





