Nel pomeriggio di ieri 2 luglio si è svolta l’audizione in V Commissione Ambiente della Regione Piemonte, richiesta dall’Unione Montana Valle Elvo, nel corso della quale la Presidente Monica Mosca ha illustrato la posizione dei 15 comuni dell’ente e la proposta emersa di ricerca acque in relazione al cosiddetto Progetto Fille che interessa un'area di circa 642 ettari che si estende tra i Comuni di Mongrando e Netro.
Nelle settimane scorse tutti i 15 comuni del territorio hanno espresso in modo compatto la propria contrarietà rispetto al progetto, posizione che la Presidente formalizzerà all’interno della Conferenza dei Servizi della Provincia. "Anche i comuni di Netro e Mongrando, coinvolti direttamente - spiega la Presidente Monica Mosca - hanno già manifestato la loro posizione di opposizione che verrà espressa nell’ambito delle procedure previste".
L’audizione, iniziata alle 14.30, ha visto la presenza della Presidente Mosca dell’Unione Montana, del geologo Stefano Maffeo Incaricato dall’Unione, della sindaca Gorni di Netro e del sindaco Teagno di Mongrando. Presenti oltre al presidente della Commissione anche diversi membri, tra cui i consiglieri Rocchi, Verzella, Ravinale, Unia e Zappalà.

Nel suo intervento, la Presidente Monica Mosca ha anticipato chiaramente l’orientamento dell’ente: “Ci sarà un diniego da parte dell’Unione Montana Valle Elvo”, ha dichiarato, spiegando come la posizione sia maturata a seguito delle valutazioni tecniche condivise con i comuni del territorio. Mosca ha però presentato anche una proposta che porta la firma della stessa Presidente dell'Unione Montana, fare un progetto pilota nella Valle Elvo: “Oggi non disponiamo di una conoscenza organica e integrata dell'equilibrio complessivo del sistema - ha esordito -. I dati esistono, ma sono frammentati. Le informazioni sono distribuite tra soggetti diversi. Le concessioni vengono analizzate singolarmente. Manca un’importante visione d'insieme. Se non conosciamo in maniera approfondita il sistema, non possiamo sapere quale sia il suo limite e promuoverne la sostenibilità ambientale. Per questo motivo l'Unione Montana Valle Elvo non è qui soltanto per esprimere una forte preoccupazione, ma anche per avanzare una proposta, quella che la Valle Elvo diventi un territorio su cui fare una progetto pilota in Regione Piemonte, per la realizzazione di un Bilancio Idrologico e Idrogeologico Integrato. Uno strumento che consenta di censire le captazioni esistenti, di quantificare gli utilizzi della risorsa, di valutare gli effetti cumulativi delle concessioni presenti, di analizzare l'evoluzione climatica del territorio e di costruire un quadro d’INSIEME. L’obiettivo è alzare il livello di tutela della risorsa acqua in Valle Elvo, risorsa pubblica per eccellenza”.
La Presidente Mosca e i Sindaci si dicono soddisfatti per l’interesse suscitato. "La Valle Elvo è una valle piccola - conclude Monica Mosca - e ben si presta a questo tipo di studio per capire qual è il bilancio idrico del territorio”.
La Sindaca Gorni nel suo intervento ha descritto il suo territorio, caratterizzato da una forte vocazione agricola, evidenziando il possibile impatto negativo di una nuova attività estrattiva sulla sua fragilità. Ha inoltre sottolineato la forte sensibilità della popolazione sul tema: da Netro è partita una mobilitazione spontanea che ha raccolto oltre 2.000 firme.
Le ragioni del dissenso dei cittadini, condivise dal Comune, riguardano l'incompatibilità tra la vocazione agricola del territorio e lo sfruttamento privato delle risorse, il rischio di un'espansione incontrollata delle attività estrattive e la necessità di anteporre l'interesse pubblico nella gestione della risorsa acqua a quello privato.
Anche Teagno ha parlato del suo territorio indicando i vincoli che insistono da piano regolatore, oltre ai limiti dal punto di vista della viabilità.
Infine, la Presidente Monica Mosca aggiunge un’annotazione a margine: "Ritengo opportuno precisare che la proposta richiamata dal consigliere Zappalà era già stata formalizzata da me e protocollata prima dell’audizione regionale. La documentazione agli atti ne attesta con chiarezza la cronologia".






