ATTUALITÀ - 02 luglio 2026, 06:50

Biella, opere necessarie ma disagi continui: "Serve una visione più chiara"

Biella, opere necessarie ma disagi continui: "Serve una visione più chiara"

Negli ultimi anni a Biella mobilità, infrastrutture e riqualificazioni urbane si sono susseguite con l’obiettivo di migliorare la città, ma il risultato, almeno per ora, lascia ancora aperti molti interrogativi. Più che le singole opere, è la loro programmazione a suscitare perplessità.

Un esempio che si trascina dal passato è la pista ciclabile realizzata per collegare il centro Città con Chiavazza. A distanza di quasi dieci anni l’opera appare del tutto inutilizzata: la segnaletica è scomparsa, l’asfalto rosso (molto costoso)  è spesso occupato da motocicli in sosta e il restringimento di via Cernaia ha modificato la viabilità senza produrre un incremento dell’uso della bicicletta. Pur riconoscendo che i finanziamenti erano destinati a questo tipo di interventi, rimane il dubbio sulla loro effettiva efficacia

Anche la riorganizzazione del trasporto pubblico in viale Matteotti ha comportato disagi. La riduzione temporanea dei parcheggi e le difficoltà degli autobus, spesso rallentati dalla sosta irregolare, hanno inciso soprattutto sul disagio degli studenti e dei pendolari. Situazioni che forse avrebbero potuto essere attenuate con una diversa organizzazione dei cantieri. La stessa sensazione emerge osservando la vicenda dell’ex funicolare, ormai sostituita dagli autobus, con costi a carico del Comune e del biglietto per la corsa per gli utenti. Attenuato il disagio con la possibilità del parcheggio del Bellone, che rappresenta un servizio utile, ma richiederebbe una manutenzione più costante degli ascensori e degli spazi comuni.

Ancora più complessa è la situazione della funivia di Oropa. La necessità di ricostruire un impianto ormai giunto al termine della propria vita tecnica era nota da tempo, ma oggi il percorso autorizzativo coinvolge numerosi enti e ha fatto slittare dal 2026 fino almeno al 2027. Nel frattempo resta da ripensare anche l’intero sistema delle strutture ricettive presenti all’arrivo dell’impianto.

L’estate 2026 ha riportato all’attenzione un’altra criticità: il ponte della tangenziale sul torrente Cervo. Dopo i lavori eseguiti nel 2023, il viadotto è nuovamente interessato da limitazioni al traffico per completare ulteriori interventi. La manutenzione è indispensabile, ma è legittimo chiedersi se una programmazione complessiva non avrebbe consentito di concentrare le opere, evitando ai cittadini nuovi disagi a così breve distanza di tempo. Un altro cambiamento significativo riguarda l’area degli ex Lanifici Rivetti. La chiusura del grande parcheggio ha ridotto sensibilmente i posti auto disponibili in una zona strategica della città. Il progetto di riqualificazione, con nuovi spazi commerciali e servizi, rappresenta certamente una prospettiva positiva, ma i tempi di realizzazione restano forse un sogno: anche in questo caso il disagio è immediato.

Naturalmente queste difficoltà non sono un’esclusiva di Biella. Tuttavia, ritardi, cantieri prolungati e opere incompiute non dovrebbero diventare una normalità da accettare. Una programmazione più efficace, una migliore comunicazione con i cittadini e cronoprogrammi realistici possono fare la differenza tra un’opera subita e un intervento condiviso.

Accanto alle criticità dopo oltre vent’anni di incertezza, il futuro dell’ex Ospedale degli Infermi sembra finalmente prendere forma. La destinazione dell’edificio a Istituto di formazione della Polizia Penitenziaria rappresenta una opportunità di riqualificazione urbana. L’avvio delle operazioni di bonifica e pulizia dimostra che, questa volta, alle intenzioni stanno seguendo i primi fatti.

È questa la speranza per Biella: che i cantieri non siano ricordati solo per i disagi che producono, ma per la capacità di trasformarsi, in tempi certi, in servizi migliori, infrastrutture efficienti e nuove opportunità di crescita per la città.

Vittorio Moretti