COSTUME E SOCIETÀ - 01 luglio 2026, 07:20

La XXX Festa Sarda di Biella ha celebrato il dialogo tra Piemonte e Sardegna

Quattro giorni di cultura, musica, tradizioni e partecipazione. Il Festival delle Identità proseguirà il 2 agosto a Pettinengo

Biella, festa sarda 2026, un angolo di Piazza Vittorio Veneto

Biella, festa sarda 2026, un angolo di Piazza Vittorio Veneto

Due terre lontane per geografia, ma intimamente vicine per storia, sensibilità e patrimonio di tradizioni, hanno rinnovato il loro incontro nel segno della cultura e della condivisione. Biella e la Sardegna sono state protagoniste della seconda edizione del Festival delle Identità – Paesaggi sonori tra Piemonte e Sardegna, manifestazione che si è ormai affermata come una delle più significative esperienze di un dialogo tra l'Isola e il Piemonte, che trasforma la diversità in patrimonio comune, le identità in occasione di confronto e di progetto per il futuro.

Dal 18 al 21 giugno, piazza Vittorio Veneto, impreziosita dalle bandiere dei Quattro Mori, è divenuta il fulcro della XXX Festa Sarda di Biella, che ha intrecciato musica, tradizioni popolari, ricerca antropologica, enogastronomia e partecipazione. L'edizione 2026 ha segnato un significativo salto di qualità: per la prima volta la manifestazione si è sviluppata nell'arco di quattro giornate consecutive, proponendo un programma che ha saputo coinvolgere cittadini, visitatori e numerosi ospiti provenienti da realtà territoriali differenti in un'esperienza di incontro fra comunità.

Tra gli elementi maggiormente apprezzati dell'edizione 2026 vi è stato proprio l'ampliamento a quattro giornate consecutive, che hanno trasformato piazza Vittorio Veneto in un grande spazio urbano dedicato all'incontro tra culture. Concerti, spettacoli, momenti istituzionali e iniziative divulgative si sono alternati in un programma di elevato profilo, che ha conferito al centro cittadino una straordinaria vitalità.

La Festa Sarda ha confermato di sapersi porre ben oltre la dimensione dell'evento celebrativo. Attraverso il linguaggio universale della musica e il patrimonio delle tradizioni popolari, il Festival ha dimostrato come le radici, quando dialogano tra loro, non delimitino confini ma costruiscano ponti, che favoriscono la nascita di una comunità più ampia, fondata sulla conoscenza reciproca, sul rispetto delle diversità e sulla consapevolezza delle comuni appartenenze.

Promossa con il patrocinio della Città di Biella e sostenuta dalla Regione Autonoma della Sardegna, dal Comune di Pettinengo e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, la manifestazione ha trovato nel Circolo Culturale Sardo "Su Nuraghe" il proprio naturale centro di coordinamento, confermando la missione dell'associazione quale luogo d'incontro fra "l'altra Sardegna" e il territorio biellese.

Attorno al Circolo Sardo si è raccolta una rete, sempre più ampia, di collaborazioni che ha coinvolto i Frati Francescani Minori del convento di Biella, l'associazione Pacefuturo ODV di Pettinengo, Mafalda – Voci di Donna ODV di Biella, l'Associazione Culturale Sarda "Amedeo Nazzari", gruppo "Iknos" di Bareggio, ANFFAS Gaglianico e numerose altre realtà associative. Significativa è stata anche la partecipazione delle Parrocchie di Gaglianico e di Salussola, che hanno contribuito a rafforzare quella dimensione comunitaria e spirituale che da sempre accompagna la presenza della comunità sarda nel Biellese, testimoniando come l'accoglienza e la fraternità costituiscano uno degli elementi più autentici del dialogo fra territori e popolazioni.

Fondamentale si è rivelato altresì il contributo dei volontari di Custom Motorcycles, che hanno assicurato con competenza, disponibilità e senso di responsabilità il servizio di misure preventive e protettive volte a salvaguardare l'incolumità e la salute delle persone da eventi accidentali, l'assistenza organizzativa e il supporto logistico durante l'intero svolgimento della manifestazione. Una presenza discreta ma costante, indispensabile per garantire il regolare svolgimento delle iniziative, confermando il ruolo insostituibile del volontariato quale infrastruttura silenziosa sulla quale si fonda il successo dei grandi eventi comunitari.

Uno dei tratti distintivi della manifestazione è stato il dialogo costante tra cultura, economia e promozione territoriale. Infatti, accanto alle istituzioni e al mondo dell'associazionismo, un significativo sostegno è giunto anche da imprenditori biellesi che hanno scelto di investire in Sardegna. Emblematica, in questo senso, la testimonianza portata sul palco della Festa da Alberto Savio, fondatore di Nuali, che ha raccontato la propria esperienza imprenditoriale maturata a Palau, in Gallura. Il suo intervento ha rappresentato un esempio concreto di come il rapporto fra Biella e la Sardegna sia anche occasione di sviluppo, innovazione e cooperazione economica, dimostrando come il dialogo tra le due comunità continui a produrre nuove opportunità di crescita reciproca.

Un ruolo centrale è stato assunto dall'area enogastronomica, realizzata grazie alla collaborazione con Gioxa Eventi di Giovanni Spina, che ha proposto un itinerario attraverso le eccellenze agroalimentari della Sardegna. Per quattro giorni cittadini e visitatori hanno potuto degustare porceddu arrosto, culurgiones, malloreddus, fregula, specialità di mare, dolci tradizionali, formaggi, vini e distillati, vivendo la biodiversità alimentare dell'Isola.

Particolarmente apprezzate sono state le produzioni di Silvio Carta di Zeddiani, con i suoi vini, liquori e distillati di eccellenza; del Panificio Sanna di Ozieri, custode della tradizione della spianata sarda; e di Tallaroga Formaggi di Villamassargia, interprete della secolare civiltà pastorale isolana. La proposta gastronomica ha così assunto il valore di un vero e proprio racconto del territorio, trasformando il cibo in strumento di conoscenza, promozione culturale e valorizzazione turistica.

Particolarmente significativa è risultata anche la giornata di sabato 20 giugno, coincidente con la Giornata mondiale del rifugiato, quando il Festival delle Identità ha ampliato ulteriormente il proprio orizzonte facendo dello spazio della Festa un luogo di incontro tra esperienze migratorie diverse.

La presenza dei gazebo delle realtà impegnate ha arricchito il significato stesso della manifestazione, mostrando come l'emigrazione sarda, che il Circolo "Su Nuraghe" custodisce e tramanda da oltre mezzo secolo, possa promuovere una riflessione sulla convivenza fra popoli.

In questo contesto, il Festival delle Identità ha pienamente interpretato la propria missione: non limitarsi a celebrare le tradizioni, ma farne strumenti di dialogo con le realtà del presente.

Il valore economico e sociale della manifestazione è stato efficacemente sintetizzato dall'assessora al Commercio, Sviluppo economico, Attività produttive, Lavoro e Formazione della Città di Biella, Anna Pisani, che ha sottolineato come iniziative di questa portata siano un investimento concreto sulla vitalità del tessuto urbano.

«Le bande musicali che hanno animato le piazze del centro rappresentano un investimento sulla vitalità del centro urbano. Portare persone nelle vie cittadine significa sostenere il commercio di prossimità, valorizzare le attività economiche e creare occasioni di socialità. La Festa Sarda è anche questo: una risorsa per l'economia e per l'immagine della città.»

Le sue considerazioni hanno fatto da eco alle parole del vicesindaco Sara Gentile, e dell’assessore Edoardo Maiolatesi, che hanno trovato puntuale riscontro nella partecipazione registrata durante l'intera manifestazione.

Con la conclusione delle quattro giornate biellesi non si è concluso il Festival delle Identità – Paesaggi sonori tra Piemonte e Sardegna, ma soltanto il suo primo movimento. Il progetto culturale proseguirà infatti domenica 2 agosto a Pettinengo, il celebre "balcone del Biellese", con inizio alle ore 16:00, nella suggestiva cornice del Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli, sempre in capo a Su Nuraghe.

Sarà una naturale prosecuzione del percorso avviato a Biella: in quello spazio simbolico, dedicato alle storie di uomini e donne che hanno attraversato mari e montagne inseguendo speranza e lavoro, il Festival continuerà a sviluppare la propria riflessione sul valore delle identità come patrimonio dinamico, aperto al dialogo e alla costruzione del bene comune.

La XXX Festa Sarda di Biella si è così confermata una grande festa popolare, nella quale costumi tradizionali, musica, canto, danza, sapori, spiritualità e memoria hanno restituito il volto più autentico della Sardegna nel cuore del Piemonte. Una manifestazione che continua a custodire l'eredità dell'emigrazione sarda, interpretandola in chiave contemporanea come esperienza di integrazione, cooperazione e cittadinanza attiva, aprendosi alle nuove migrazioni e alle molteplici espressioni della diversità culturale.

Per quattro giorni Biella è diventata il luogo simbolico dell'incontro fra Mediterraneo e Alpi, dimostrando che è questo il messaggio più profondo consegnato dalla Festa Sarda 2026: la memoria genera futuro quando diventa relazione, e la cultura, nutrita dalle proprie radici e aperta alla ricchezza delle diversità, continua a costruire ponti tra territori, comunità e generazioni.

C.S. Battista Saiu, Su Nuraghe

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