Quadri di musica: l'arte di Sandro Maria Rosso torna a Biella in un concerto straordinario
Biella "Musica che diventa colore, suono che si trasforma in segno grafico" questo era il sogno artistico di Sandro Maria Rosso, pittore vercellese che ha saputo fare della propria passione per la grande musica classica un linguaggio visivo unico. Mercoledì 1° luglio 2026, alle ore 18:00, l'Oratorio del Santo Sudario di Biella ospiterà Quadri di Musica, un concerto con esposizione multimediale dedicato ad alcune sue opere, in un evento che promette di restituire al territorio biellese la memoria di uno dei suoi artisti più originali.
Un «razionalismo poetico»
Chi era Sandro Maria Rosso? Nato a Vercelli nel 1918, è stato una figura poliedrica e difficile da catalogare: stampatore d'arte, fotografo, ceramista, creatore di gioielli, giornalista, cultore di poesia e, soprattutto, pittore di una rara intensità intellettuale. Nel 1946, insieme alla moglie Maria Teresa, fondò a Biella Piazzo un laboratorio grafico che sarebbe diventato nel tempo un punto di riferimento internazionale per le ricerche nel campo dell'editoria d'arte. Una reputazione tale da valergli, nel 1970, l'affidamento dell'insegnamento di Foto-grafica presso la prestigiosa Accademia di Brera a Milano.
Eppure, paradossalmente, la sua produzione artistica personale rimase a lungo nell'ombra. Nel 1968, recensendo una sua mostra, il giornale Eco di Biella lo descriveva come un "asceta in una gabbia di vetro" che "dipinge quadri solo per sé stesso". Un isolamento scelto, forse, da chi sapeva bene che il valore di un'opera non si misura con il consenso immediato.
Fu proprio quell'anno, il 1968, che Rosso diede avvio alla sua suite più ambiziosa: Espressività Morse, considerata oggi il suo capolavoro. In essa si rivela un talento compositivo straordinario, al tempo stesso "architettonico" — tanto da valergli una mostra al Politecnico di Zurigo — e "armonico", nella capacità di tradurre in segno e colore la struttura interiore della grande musica classica e d'avanguardia.
Quando la pittura ascolta: i quadri musicali di Rosso
Rosso non sapeva suonare. Era, per sua stessa ammissione, un ascoltatore appassionato: da Bach a Liszt, da Verdi a Schumann, da Prokof'ev a Beethoven, la musica aveva attraversato la sua vita come una corrente sotterranea, per risalire in superficie sotto forma di tele quasi sempre monocrome, animate da un solo colore dominante che cambia a seconda del compositore evocato.
I suoi quadri musicali astratti — elaborati anche come interpretazioni grafiche di spartiti classici e d'avanguardia, come quelli elettronici di Luigi Nono — non illustrano la musica: la traducono. Vivaldi diventa linee chiare e nitide, una geometria serena animata da un verde pallido. Bach si trasforma in collages ravvivati da un tono giallo cromo che rimanda ai tasti in legno dell'organo e del clavicembalo. Prokof'ev, unico tema trattato in modo figurativo, si manifesta in un azzurro dolcissimo che racconta, con rara potenza lirica, una danza venata di sofferenze inumane.
Ogni tela è un atto di ascolto profondo, un omaggio che nasce dal silenzio e si apre alla luce. Non a caso gli studiosi hanno parlato di un autentico "Bauhaus biellese", di un razionalismo poetico o costruttivismo musicale che affonda le sue radici in quella singolare fertilità culturale che il Novecento ha saputo far sbocciare tra le Alpi e la pianura piemontese.
Il concerto del 1° luglio: musica, immagine e memoria
L'evento del 1° luglio intende far rivivere quella straordinaria fusione di arti che Rosso aveva intuito e praticato. Sul palco si alterneranno la voce di Francesca Faudella (canto lirico), il pianoforte di Leonardo Nicassio e la presenza artistica di Anna Odobashi, in un programma che percorre secoli di musica europea e abbraccia quasi tutti i compositori che Rosso aveva eletto a proprie Muse visive:
- A. Vivaldi
- G. F. Händel
- P. I. Äajkovskij
- S. Prokof'ev
- R. Schumann
- L. v. Beethoven
Non si tratterà, però, di un semplice concerto. Le esecuzioni si intrecceranno con una esposizione multimediale delle opere di Rosso, in un dialogo tra suono e immagine che rispecchia fedelmente la visione dell'artista: quella di chi credeva che la musica e la pittura parlassero, in fondo, la stessa lingua segreta.
L'appuntamento è per mercoledì 1° luglio 2026 alle ore 18:00 presso l'Oratorio del Santo Sudario di Biella.





