Cronaca dal Nord Ovest - 25 giugno 2026, 20:00

Edma Luisa, mamma di Oskar degli Statuto. "A 100 anni, dimenticata dallo Stato"

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Edma Luisa, mamma di Oskar degli Statuto. "A 100 anni, dimenticata dallo Stato"

La vicenda riguarda la mamma di Oscar Giammarinaro, meglio noto a tutti come Oskar degli Statuto, ma accomuna migliaia e migliaia di persone anziane. A Torino e non solo.

La cui gestione, specialmente ora che sono arrivati estate e gran caldo, diventa ancora più problematica. Specialmente se si è reduci da un brutto incidente.

La signora Edma Luisa, che tutti chiamano Adriana (il nome di battaglia che usava da combattente partigiana, ndr), 100 anni compiuti da poco, nell'aprile scorso si è fratturata il femore, è stata operata e dopo 24 giorni di ospedale è stata dimessa. Ora si trova a casa, allettata "perché non sappiamo ancora se e quando la difficile riabilitazione riuscirà a farla rimettere, almeno un po', in piedi", ha spiegato il figlio, ricordando quanto sia "impegnativo, faticoso e dispendioso assisterla, soprattutto per un figlio unico".

Oscar da anni è impegnato con la musica, ma la sua professione è quella di insegnante statale, che "ha sempre avuto come trattenuta sulla busta paga una quota dedicata alla Home Care Premium, una forma di assistenza economica che lo Stato restituisce mensilmente (adesso trimestralmente, ndr) al lavoratore in caso di bisogno di assistenza per un parente prossimo in stato di invalidità. Dal 2019, grazie anche all'ISEE basso di mia mamma, usufruisco di questo "sostegno" che è sempre funzionato regolarmente fino allo scorso luglio 2025, quando col nuovo bando sono iniziati i deliri e il massacro di famiglie con persone con disabilità". 

Oscar ricorda di aver già evidenziato la "vergognosa assistenza a domicilio partita con un ritardo di tre mesi e svolta in modalità irregolare e ancora oggi incompleta. Ma adesso l'emergenza riguarda il pagamento della quota mensile spettante a mia mamma per pagare una parte dello stipendio della badante. Il pagamento l'hanno fatto diventare trimestrale e non più mensile e avviene solo dopo l'accertamento che l'utente abbia pagato i contributi del lavoratore domestico entro il 10 gennaio, poi il 10 aprile, poi sarà il 10 luglio e il 10 di ottobre".

"Noi abbiamo regolarmente pagato i contributi dovuti per il primo trimestre 2026 in data 2/4/26. Il 12 maggio c'è stato il pagamento del primo trimestre  a buona parte degli utenti , ma a qualcuno invece no. E tra questi c'è stata mia madre - sottolinea con disappunto Oscar - Ho chiesto in tutte le forme possibili (telefono, mail, sito, ecc.) delle spiegazioni e le risposte sono sempre state vaghe, approssimative a volte addirittura incomprensibili. Da Roma dicono che spetta a Torino e da Torino dicono che spetta a Roma...".

Un gioco delle parti, uno scaricabarile, in cui nessuno è mai responsabile e si viene rimandati sempre a qualcuno altro. "Fatto sta che l'INPS non sa e non può motivare questa mancanza ma continua a non versare il pagamento dovuto  e io sono veramente in estrema difficoltà ad andare avanti perché le spese per l'assistenza di mia mamma ora allettata si sono moltiplicate, lei percepisce  solo la pensione sociale e io ho solo il mio stipendio da insegnante e utilizzo tutto ciò che guadagno dai concerti per le spese di mia madre, ma ovviamente non guadagno come Vasco e i soldi dell'HCP restano fonte di ossigeno indispensabile per riuscire a farcela", aggiunge Oscar.

Il cantante degli Statuto parla come un figlio in difficoltà nel dare la giusta assistenza alla madre e aggiunge: "Il mio non è vittimismo, non è questione di principio ma vera e propria sopravvivenza". E aggiunge, con tono giustamente irritato. "Il discorso "massì, tanto ha 100 anni..." è veramente inaccettabile, anzi proprio perché ha 100 anni dovrebbe avere maggiore attenzione e rispetto".

Invece Oscar e la signora Adriana non sanno più come fare per ottenere i pagamenti dovuti. Una vicenda che non è certo un caso isolato, a Torino come in altre parti d'Italia.

Massimo De Marzi (Torino Oggi)

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