BIELLA – Ci sono luoghi che custodiscono la storia e luoghi che la fanno rivivere. L'area monumentale di “Nuraghe Chervu” appartiene a entrambe le categorie.
Domenica 21 giugno, nell'ambito della XXX edizione della Festa Sarda, questo spazio unico nel panorama nazionale tornerà a trasformarsi in un grande santuario civile all'aperto, dove il ricordo dei Caduti si intreccia ai valori della pace e della solidarietà.
Alle ore 10.30, sul piazzale della Pasticceria Brusa di via Lago Maggiore, prenderà forma il corteo che accompagnerà cittadini, associazioni combattentistiche e d'arma, rappresentanti delle istituzioni e ospiti verso il monumento dedicato ai Caduti della Grande Guerra.
Ad aprire la cerimonia saranno i saluti delle autorità, seguiti dall'alzabandiera affidato al Nucleo Biellese dell'Associazione Nazionale Brigata "Sassari", intitolato al capitano Emilio Lussu, e all'Istituto Nazionale per la Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon. Sul pennone centrale salirà il Tricolore, affiancato dalle insegne dell'Unione Europea, della Regione Autonoma della Sardegna, del Piemonte e della Città di Biella, simboli che trovano armonia nella storia nazionale.
Un momento di intensa spiritualità sarà la benedizione impartita in lingua sarda da padre Martin Martinyuk, accompagnata dall'antico rito delle "Donne del grano". Le loro invocazioni in Limba rievocheranno una tradizione che attraversa i secoli e continua a trasmettere, con la forza discreta dei gesti tramandati, un messaggio di protezione e di speranza.
A scandire le diverse fasi della manifestazione le note della Banda Musicale "Filarmonica di Cossato" .
Il cuore della commemorazione sarà, come da tradizione, s'arramadura, l'antica infiorata rituale eseguita dalle donne di "Su Nuraghe" insieme ai bambini e ai ragazzi della nuova generazione. Un passaggio di testimone tra passato e futuro che trova espressione nella semplicità di un gesto collettivo e nella bellezza effimera dei fiori.
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La sera precedente, sabato 20 giugno alle ore 21, in piazza Vittorio Veneto, ai partecipanti verrà appuntato il Myosotis, il delicato "Non ti scordar di me", adottato quale simbolo floreale permanente del ricordo dei Caduti di tutte le guerre e delle missioni di pace. L'iniziativa, promossa dal Gruppo Medaglie d'Oro al Valor Militare nel contesto delle celebrazioni per il Centenario del Milite Ignoto, ha individuato in questo piccolo fiore azzurro un segno universale di memoria e di riconoscenza. Un richiamo silenzioso ma eloquente al dovere di custodire il patrimonio morale lasciato da quanti hanno sacrificato la propria esistenza per il bene comune.
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Il grande lastricato che affianca “Nuraghe Chervu”, composto da centinaia di pietre provenienti da Comuni di ogni parte d'Italia e incise con il numero dei loro Caduti nella Prima guerra mondiale, si trasformerà in un mosaico di colori e profumi. Migliaia di petali e foglie d'alloro, offerti dal vivaio di Rosa e Alessandro Serra di Biella, rivestiranno la pavimentazione monumentale, trasformandola in un giardino della riconoscenza.
Dietro questa suggestiva coreografia si cela una tradizione profondamente radicata nella cultura dell'Isola. Oltre un secolo fa, quando la notizia della morte di un soldato raggiungeva un paese della Sardegna, le donne della comunità accompagnavano il dolore dei familiari con gesti rituali carichi di significato: chicchi di grano sparsi sulla soglia, petali distribuiti come segno di vicinanza e preghiera, il canto delle prefiche a dare voce al lutto collettivo. In assenza di una tomba su cui piangere, erano questi simboli a rendere presente chi non sarebbe più tornato.
La rievocazione proposta da "Su Nuraghe" non si limita a conservare una memoria etnografica, ma restituisce dignità e attualità a un patrimonio del nostro tempo: il grano, i fiori e l'alloro continuano a rappresentare fertilità, benedizione, protezione e continuità della vita, valori che ancora oggi accompagnano celebrazioni religiose e momenti comunitari in numerosi centri della Sardegna.
La manifestazione si inserisce nel ricordo della Battaglia del Solstizio, combattuta sul Piave tra il 15 e il 24 giugno 1918, una delle pagine più luminose della storia militare italiana. In quelle drammatiche giornate, dopo la ferita di Caporetto, la Brigata "Sassari" divenne protagonista della riscossa nazionale. I fanti del 151° e del 152° Reggimento, passati alla storia come i "Dimonios", arrestarono l'avanzata austro-ungarica distinguendosi per coraggio, disciplina e straordinario spirito di sacrificio.
Durante la cerimonia saranno ricordate le motivazioni delle quattro Medaglie d'Oro al Valor Militare conferite alle Bandiere di Guerra dei due storici reggimenti, un primato che fa della Brigata "Sassari" l'unità più decorata dell'Esercito Italiano. Un'eredità di valore proseguita anche in epoca contemporanea, come testimonia la Medaglia d'Oro al Valore dell'Esercito assegnata nel 2008 al 152° Reggimento Fanteria per l'operazione "Antica Babilonia 9" in Iraq.
Da Biella si leverà un pensiero di affetto e vicinanza rivolto ai militari della Brigata oggi impegnati in Libano nell'ambito della missione internazionale UNIFIL. Un ideale filo rosso collegherà le generazioni che si sono succedute sotto le insegne della "Sassari", accomunate dal medesimo senso del dovere e dalla volontà di operare al servizio della pace.
Tra il profumo delle rose, il verde dell'alloro, il suono della banda e il lento sventolare delle bandiere, “Nuraghe Chervu” tornerà a raccontare una storia che appartiene all'intera comunità nazionale. Una storia fatta di partenze e ritorni mancati, di dolore e di speranza, di radici e futuro. Perché la memoria, quando viene condivisa, non rimane confinata al passato: continua a germogliare nel presente e a indicare la strada alle generazioni che verranno.





