L’ASL di Biella, in occasione degli Stati Generali della Comunicazione Pubblica Digitale, che si sono svolti martedì 16 giugno a Roma, si è classificata seconda all’edizione 2026 del concorso nazionale “Smartphone d’Oro”, il principale riconoscimento nazionale dedicato alle migliori esperienze di comunicazione, innovazione e trasformazione digitale nella Pubblica Amministrazione, promosso da Fondazione Italia Digitale.
La valutazione dei progetti di 70 realtà pubbliche candidate da tutta Italia è avvenuta prima da parte di una Giuria Scientifica, a cui sono seguiti 20.300 voti popolari.
La manifestazione si è conclusa con l'assegnazione di 23 riconoscimenti tra podio nazionale, premi tematici e menzioni speciali. Il primo posto assoluto di questa edizione è stato assegnato dall’Agenzia strategica Sviluppo Sostenibile del territorio Regione Puglia.
A salire sul secondo gradino del podio nazionale è stato il modello sviluppato presso il Day Hospital Centralizzato dell'Ospedale di Biella, "Onco Full Digital Project", che risulta ad oggi uno dei più avanzati percorsi di digitalizzazione delle terapie oncologiche ed ematologiche oggi presenti nel panorama sanitario nazionale. Si è classificata terza la Commissione di Albo Nazionale dei Tecnici di Prevenzione nei luoghi e negli ambienti di lavoro.
Il progetto biellese si è distinto tra oltre settanta candidature provenienti da tutta Italia, confermando come anche una realtà sanitaria territoriale possa esprimere capacità di innovazione, competenze professionali e modelli organizzativi in grado di diventare punto di riferimento a livello nazionale.
Il risultato è frutto di un percorso pluriennale che ha coinvolto in particolare il Day Hospital Centralizzato, l'Ingegneria Clinica, l'Oncologia, l'Ematologia, la Farmacia Ospedaliera, i Sistemi Informativi, la Direzione delle Professioni Sanitarie e l'Ufficio Comunicazione.
Referenti del progetto: Alberto Petti, Responsabile dell'Ingegneria Clinica dell'ASL BI, e Marisa Beltramo, Coordinatrice Infermieristica e Responsabile Assistenziale del Dipartimento Funzionale di Oncologia dell’ASL BI, diretto dal Dott. Francesco Leone.
Grazie all'integrazione tra il sistema di prescrizione informatizzata e le pompe infusionali intelligenti utilizzate per la somministrazione dei farmaci, è stato realizzato un processo completamente digitalizzato che incrementa la sicurezza delle cure, la tracciabilità delle procedure e l'efficienza organizzativa. Nel corso del 2025 il sistema ha consentito di seguire oltre mille persone in trattamento farmacologico, garantendo un monitoraggio continuo e una gestione sempre più sicura e personalizzata dei percorsi terapeutici.
L'innovazione sviluppata a Biella ha consentito di digitalizzare uno dei processi assistenziali a più elevata complessità e rischio della pratica clinica, contribuendo ad aumentare la sicurezza delle terapie, la tracciabilità delle procedure e il supporto ai professionisti coinvolti nella presa in carico dei pazienti.
Ha così commentato Marisa Beltramo, Coordinatrice Infermieristica, Responsabile Assistenziale del Dipartimento Funzionale di Oncologia dell'ASL BI e promotrice del progetto: «Questa innovazione permette all'infermiere di avere una visione d'insieme immediata e costantemente aggiornata, che ha come obiettivo innanzitutto un incremento sistematico della sicurezza e consente anche una migliore programmazione dell'attività, un'ottimizzazione dei tempi e della qualità della prestazione complessiva resa dai professionisti a beneficio dei pazienti. Il merito di questo riconoscimento va a tutto il personale medico, infermieristico, oss, amministrativo e ai data manager del Day Hospital, oltre alle strutture aziendali che hanno collaborato e il cui apporto è stato fondamentale nelle diverse fasi di sviluppo del progetto. Oggi, grazie alle nuove terapie, molte più persone sono seguite anche per diversi anni. In linea generale, infatti, la patologia oncologica tende ad essere sempre più assimilata ai percorsi di cura delle patologie croniche.»
«Un percorso oncologico digitalizzato aumenta la sicurezza e consente agli operatori di lavorare con maggiore serenità, riducendo il tempo dedicato ad attività ripetitive per potersi concentrare su quelle a maggiore valore aggiunto: la prescrizione, la cura, l’assistenza – ha spiegato Alberto Petti, Responsabile dell’Ingegneria Clinica dell’ASL di Biella. – La digitalizzazione del processo infusionale ci consente di ridurre il rischio clinico, migliorare l’efficienza operativa e garantire la tracciabilità della terapia.»
«Ringrazio Fondazione Italia Digitale, il Presidente Francesco Di Costanzo e la Giuria Scientifica presieduta da Fabrizio Meloni per aver promosso un'iniziativa che consente alle pubbliche amministrazioni di confrontarsi, condividere esperienze e valorizzare le migliori pratiche di innovazione al servizio dei cittadini. - ha così commentato Margherita Borello, Responsabile Comunicazione ASL BI – Essere tra le migliori esperienze italiane costituisce una grande motivazione a continuare ad impegnarci. La comunicazione pubblica ha la funzione di contribuire ad avvicinare i servizi ai cittadini e anche di far emergere il valore reale della sanità pubblica attraverso il lavoro dei suoi professionisti al servizio della comunità. Un ringraziamento speciale va anche a tutti i cittadini e ai colleghi che hanno sostenuto la candidatura votando il progetto».
«Questo riconoscimento premia anzitutto le persone che hanno creduto in un'idea e hanno lavorato insieme per trasformarla in una realtà concreta al servizio dei pazienti. – ha dichiarato il Direttore Generale ASL BI, Mario Sanò – Ringrazio a nome della Direzione Generale tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato, che dimostra una volta di più come una realtà sanitaria come l'ASL di Biella possa esprimere progetti di livello nazionale, coinvolgendo professionalità e competenze diverse che riescono a portare avanti insieme una visione comune. Il premio è quindi motivo di soddisfazione, ma soprattutto uno stimolo a continuare su questo percorso di miglioramento continuo per tutta l'Azienda, perché conferma che l'innovazione può concretamente innalzare la qualità delle cure offerte ai cittadini».







