ECONOMIA - 18 giugno 2026, 17:20

Associazioni, istituzioni e impresa: il lascito di Maurizio Sella al centro dell'incontro all'Accademia dei Lincei

Da Mattarella il ricordo dell'imprenditore e banchiere: “Ha promosso la centralità del capitale umano e della formazione nel processo di crescita del Paese”

Associazioni, istituzioni e impresa: il lascito di Maurizio Sella al centro dell'incontro all'Accademia dei Lincei

Associazioni, istituzioni e impresa: il lascito di Maurizio Sella al centro dell'incontro all'Accademia dei Lincei

Le associazioni imprenditoriali e finanziarie non sono soltanto strumenti di rappresentanza degli interessi economici, ma luoghi di elaborazione, confronto e responsabilità, chiamati a favorire il dialogo tra economia, istituzioni e società. È questa la riflessione che ha accompagnato l'incontro dedicato alla memoria di Maurizio Sella, svoltosi oggi presso l'Accademia Nazionale dei Lincei.

Figura di primo piano del panorama creditizio e imprenditoriale italiano, scomparso lo scorso novembre, Maurizio Sella è stato per molti anni uno dei più autorevoli interpreti di quella funzione "pubblica" dell'associazionismo che contribuisce a collegare mercato e istituzioni, interessi particolari e interesse generale. Alla guida del Gruppo Sella e delle principali organizzazioni associative del Paese - da AIDAF ad ABI, da Assonime alla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro - ha concepito il ruolo delle associazioni non come semplice strumento di tutela delle imprese, ma come luogo di costruzione del dialogo, della competenza e della responsabilità al servizio dello sviluppo economico e civile del Paese.

In occasione dell’evento è giunto il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ricordato Maurizio Sella come “una significativa personalità del panorama creditizio e imprenditoriale italiano”, sottolineandone l’intensa etica del lavoro maturata lungo tutto il suo percorso professionale e il contributo offerto alla crescita del Paese attraverso la promozione della centralità del capitale umano e della formazione.

Ad aprire i lavori sono stati Roberto Antonelli, Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei; e Umberto Quadrino, Presidente dell’Associazione Amici dei Lincei.

La lectio magistralis è stata affidata a Francesco Clementi, Professore dell’Università Sapienza di Roma, che ha ricostruito il ruolo svolto dalle associazioni imprenditoriali e finanziarie nella storia economica e istituzionale italiana. Dalla fine dell’Ottocento fino ai giorni nostri, tali organizzazioni hanno rappresentato non soltanto interessi economici, ma anche luoghi di formazione delle classi dirigenti, diffusione delle competenze e costruzione di relazioni tra mondo produttivo e istituzioni.

“Le associazioni hanno accompagnato il processo di modernizzazione del Paese svolgendo funzioni che andavano ben oltre la rappresentanza degli interessi di categoria”, ha osservato Clementi. “Anche nell’attuale contesto caratterizzato dalla disintermediazione e dalla crescente complessità delle società contemporanee, resta essenziale il ruolo di soggetti capaci di interpretare, coordinare e mediare interessi diversi”.

La riflessione è proseguita con una tavola rotonda alla quale hanno partecipato Cristina Bombassei, Presidente AIDAF; Antonio Patuelli, Presidente ABI; Ugo Salerno, Presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro; e Massimo Tononi, Presidente Assonime.

Cristina Bombassei ha richiamato come "La legacy di Maurizio Sella vive in AIDAF ogni giorno. La sua celebre frase 'Morality is Longevity' continua a rappresentare l'impegno dell'Associazione nel promuovere un modello d'impresa etica, responsabile e sostenibile, che crea valore ad ogni generazione".

"Maurizio Sella è stato uomo lungimirante, sapeva dov'era sapeva chi era. Così Antonio Patuelli nel suo intervento. Veniva da una famiglia consapevole di cosa era l'associazionismo, e aveva letto sicuramente Tocqueville e la Democrazia in America ed era per un associazionismo sano, costruttivo e trasparente, che era il suo modo di essere nella quotidianità, per un associazionismo fornito di autonomia di pensiero, di capacità di promozione positiva come quello che invoca anche il nuovo Pontefice. Maurizio aveva il portato dei principi di Einaudi in una logica di un Piemonte e di un'Italia europei per costruire il meglio del possibile".

“Una delle espressioni che Maurizio Sella amava più spesso ripetere è ‘Morality is longevity’. Ha sottolineato Ugo Salerno nel suo intervento. Onestà, rispetto, correttezza, attenzione al benessere di collaboratori e dipendenti, propensione alla crescita e all’innovazione hanno rappresentato per Maurizio Sella i valori chiave grazie ai quali le imprese possono durare nel tempo e dialogare positivamente con territori e comunità. L’eredità del suo percorso alla guida della Federazione dei Cavalieri del Lavoro è per noi straordinariamente preziosa e costituisce ancora oggi fonte di insegnamento e ispirazione”.

Nel suo intervento, Massimo Tononi ha evidenziato come Maurizio Sella abbia interpretato in modo esemplare il ruolo delle associazioni imprenditoriali.

“Le associazioni imprenditoriali fanno parte dell’architettura democratica del Paese. Non sono semplicemente luoghi di rappresentanza, ma luoghi di elaborazione, confronto e responsabilità, chiamati a favorire il dialogo tra economia, istituzioni e società”. Tononi ha ricordato come, durante la sua presidenza di Assonime, Maurizio Sella abbia promosso una visione fondata sulla qualità delle regole, sulla certezza del diritto, sulla modernizzazione delle istituzioni economiche e sulla capacità delle associazioni di contribuire all’interesse generale del Paese.

Le conclusioni sono state affidate a Pietro Sella, CEO del Gruppo Sella che ha ricordato il profilo umano e professionale del padre e il suo costante impegno per una cultura d’impresa fondata su responsabilità, fiducia e capacità di guardare al futuro, sempre al servizio delle istituzioni e delle associazioni di settore, italiane e internazionali, nell’interesse dell’economia e della società. Nel suo intervento, Pietro Sella ha richiamato la visione di Maurizio Sella che riteneva “fondamentale essere parte di una economia sana, inclusiva, capace di esprimere tutto il proprio potenziale di crescita perché nessuna azienda può andare bene e avere buoni risultati se non è inserita in un contesto economico e sociale positivo".

C.S. Sella, G. Ch.

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