Dopo l’appuntamento in piazza Duomo, dove molti maturandi biellesi si sono ritrovati per cantare insieme “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti, la serata sembra essere proseguita senza particolari eccessi. Almeno tra gli studenti intervistati all’uscita dall’ITIS Q. Sella di Biella, la vigilia del primo scritto è trascorsa in modo piuttosto tranquillo: sono in pochi a raccontare di feste o veglie, molti parlano del riposo in vista dell’esame.
Questa mattina, giovedì 18 giugno, gli studenti hanno affrontato il tema di Italiano, comune a tutti gli indirizzi. All’uscita da scuola, il commento più ricorrente non è stato tanto legato all’ansia, quanto al caldo. La tensione, spiegano, si è fatta sentire soprattutto prima dell’ingresso in aula, per poi attenuarsi una volta iniziato lo scritto. Le tracce proposte dal Ministero hanno spaziato dall’analisi del testo letterario al testo argomentativo, fino alla riflessione di attualità. Tra gli autori e i riferimenti della prima prova 2026 figurano Cesare Pavese, Vitaliano Brancati, Giuseppe Saragat, Piero Bianucci, Frank Furedi, Wenke Husmann e Mario Calabresi.
La prova di Italiano propone sette tracce, suddivise in tre tipologie. La Tipologia A riguarda l’analisi e l’interpretazione di un testo letterario italiano, in poesia o in prosa, compreso nel periodo che va dall’Unità d’Italia a oggi. La Tipologia B è dedicata all’analisi e alla produzione di un testo argomentativo: lo studente parte da un brano di appoggio e sviluppa una riflessione strutturata, sostenendo una propria tesi. La Tipologia C, infine, propone una riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su temi di attualità, legati al dibattito culturale e civile contemporaneo.
Dalle testimonianze raccolte tra i ragazzi biellesi, la traccia più gettonata sembra essere stata la B2, dedicata alla scienza, mentre altri, per ordine decrescente, hanno indicato la C1, B3, la C2 o l’A2. Una distribuzione varia, segno di uno scritto che, pur giudicato da diversi maturandi difficile o impegnativo, ha permesso a ciascuno di orientarsi verso il tema più vicino alle proprie sensibilità e ai propri interessi. Più che la paura, la criticità maggiore è stata la "fatica", in particolare per chi non ha perso nemmeno un prezioso minuto delle sei ore a disposizione. A tratti, invece, l’elaborato è stato percepito come “leggero” e di semplice svolgimento, ma non per le temperature.
Archiviata la prima giornata, lo sguardo è già rivolto a domani, venerdì 19 giugno. A preoccupare maggiormente gli studenti non è stato il tema di Italiano, ma la temuta matematica. Qui la risposta sembra unanime: “Il peggio è domani!”. E questo primo giorno di esami, a bilancio concluso, è stato meno traumatico del previsto, perché il peggio... deve ancora arrivare.









