ECONOMIA - 12 giugno 2026, 06:50

Concertozzo a Biella, il comune assegna altri stalli, tensione tra gli ambulanti

In una precedente assemblea delle categorie era emersa una linea condivisa: disertare le soluzioni proposte dal Comune e non aderire alle postazioni alternative. Ora, però, la situazione sembra essersi fatta più complessa.

Concertozzo a Biella, il comune assegna altri stalli, tensione tra gli ambulanti

Nuovo capitolo nella vicenda che vede contrapposti il Comune e gli ambulanti in vista del Concertozzo. In questi giorni Palazzo Oropa ha inviato una Pec agli operatori del mercato, convocandoli per la scelta delle postazioni alternative che verranno utilizzate nei giorni della manifestazione.

Una decisione che arriva dopo settimane di polemiche. Gli ambulanti avevano contestato fin dall'inizio lo svolgimento dell'evento nelle date previste, sostenendo che avrebbe comportato la perdita di giornate di mercato. Non erano mancate richieste di confronto e anche diffide da parte delle organizzazioni sindacali, ma l'amministrazione ha deciso di proseguire sulla strada intrapresa.

In una precedente assemblea delle categorie era emersa una linea condivisa: disertare le soluzioni proposte dal Comune e non aderire alle postazioni alternative. Ora, però, la situazione sembra essersi fatta più complessa.

"Non conosciamo i criteri utilizzati dal Comune, né la graduatoria o le modalità con cui sono stati individuati i posti – afferma Michelangelo Trotta di Fiva Biella –. Hanno deciso tutto loro e noi non abbiamo chiesto nulla. Non ci sono state nemmeno illustrate proposte precise. Si parla di viale Macallè e piazza Borsellino, ma dipende anche dai giorni e al momento non sappiamo nulla di concreto. Adesso valuteremo nuove azioni legali perché contestiamo il modo di fare del Comune, che ci ha di fatto sfrattati dalla nostra piazza nei tradizionali giorni di mercato per fare spazio al Concertozzo. Convocheremo una nuova assemblea per decidere insieme agli ambulanti come procedere".

Sulla stessa linea anche Paolo Calabrese di Goia Biella, che ricorda come le associazioni abbiano seguito il mandato ricevuto dagli operatori. "Noi abbiamo chiesto agli ambulanti cosa volessero fare e abbiamo portato avanti quella posizione. Il problema è che, avvicinandosi l'evento, molte persone sono comprensibilmente agitate. Poi saltare due mercati a qualcuno in particolare pesa, la stagione non sta andando come si vorrebbe e lavorare ovvio che fa comodo, ma la battaglia andava fatta. Noi abbiamo lavorato per rappresentare quanto era stato deciso. Se gli ambulanti ci chiederanno di cambiare strategia siamo pronti a farlo, ma il malumore è stato creato dal comportamento del Comune".

Tra le categorie emergono però sensibilità differenti. Carlo Capuano di Apa Biella evidenzia come il fronte degli ambulanti non sia più compatto come nelle prime fasi della protesta. "La categoria non è rimasta unita come speravamo. Purtroppo qualcuno probabilmente andrà a scegliere la nuova postazione. Io mi auguravo che nessuno aderisse, ma capisco che ci siano timori e preoccupazioni. Personalmente mi adeguerò per non creare ulteriori divisioni, anche se era stata tracciata una linea che avrebbe dovuto essere portata fino in fondo. Sarebbe stato più corretto che tutti facessero la stessa scelta, o tutti oppure nessuno. Vedremo nella prossima riunione quale decisione verrà presa".

Anche Carlo Pettinaroli, presidente di Anva Confesercenti, conferma la propria contrarietà all'adesione alle nuove collocazioni. "Io non andrò sicuramente, perché significherebbe contraddirsi. Nella riunione che avevamo svolto la maggioranza degli ambulanti si era espressa per il no. Accettare ora le proposte del Comune apparirebbe incoerente rispetto a quella posizione. In ogni caso sarà la prossima assemblea a valutare il da farsi e a decidere come muoversi".

La partita, dunque, resta aperta. La convocazione del Comune per l'assegnazione delle postazioni alternative potrebbe rappresentare un punto di svolta, ma all'interno della categoria permane un acceso dibattito tra chi vuole mantenere la linea dura e chi, di fronte all'imminenza del Concertozzo, valuta la possibilità di accettare le soluzioni proposte dall'amministrazione.

s.zo.