COSTUME E SOCIETÀ - 11 giugno 2026, 06:50

Scienza, arte e inclusione: i terrari del Gae Aulenti ecosistemi di comunità FOTO e VIDEO

Docenti e studenti dell'indirizzo Tecnico Agrario raccontano l'esperienza multidisciplinare.

Scienza, arte e inclusione: i terrari del Gae Aulenti ecosistemi di comunità

Scienza, arte e inclusione: i terrari del Gae Aulenti ecosistemi di comunità

Scienza, arte e cura della natura si sono incontrate al Gae Aulenti nella mostra dedicata a terrarium e bonsai. L’iniziativa ha raccolto il lavoro svolto dagli studenti dell’indirizzo Tecnico Agrario nell’ambito del "Progetto Agenda Nord Laboratorio di Ortofloricoltura e tecniche vivaistiche di livello avanzato", con la realizzazione di piccoli ecosistemi in miniatura e un’attività di accompagnamento rivolta ai visitatori.

Sabato 6 giugno l’Istituto Gae Aulenti di Biella ha ospitato l’incontro-mostra realizzato in collaborazione con l’associazione “Kuma No En” Biella Bonsai Club e con il patrocinio del Comune di Biella. I ragazzi, seguiti dai docenti Alessandro Angelo Paternò e Claudia D’Angelo, hanno presentato i terrari realizzati durante il percorso laboratoriale scolastico: piccoli ecosistemi vegetali, definiti a livello internazionale “Little Paradise”, capaci di riprodurre in scala ridotta alcuni processi naturali fondamentali.

“I ragazzi si sono cimentati nella realizzazione di piccoli microcosmi – ha spiegato il professor Paternò –. È stato un lavoro ricco di soddisfazioni, sia nella fase didattica sia nello sviluppo delle attività, perché ha permesso agli studenti di mettere in pratica competenze diverse e di vedere concretamente il risultato del proprio impegno”.

La costruzione dei terrari ha richiesto osservazione, metodo e precisione: dalla scelta dei materiali alla stratificazione del terreno, dall’utilizzo del carbone attivo all’inserimento di muschi, cortecce, pietre e piante adatte ad ambienti chiusi. Ogni elemento è stato pensato per contribuire all’equilibrio del microambiente. Gli studenti non si sono limitati a esporre i propri lavori: hanno accolto i visitatori, illustrato tecniche e materiali e condotto un workshop dedicato alla creazione di un terrario. Un ruolo attivo che ha dato al progetto anche una dimensione educativa e relazionale.

“La parte più significativa – ha sottolineato la professoressa D’Angelo – è stata vedere ragazzi di classi diverse conoscersi, collaborare e costruire relazioni. Ognuno ha portato le proprie abilità e il risultato finale è nato dalla loro creatività, dalla loro passione e dal loro ingegno. Per noi è stata una grande gratificazione, soprattutto perché gli studenti hanno saputo creare un vero momento di inclusione”.

Per i ragazzi, il terrario è diventato una sintesi di fantasia, armonia, libertà, creatività, condivisione, accoglienza, curiosità e bellezza. Uno degli studenti ha raccontato: “È stata un’esperienza unica, molto bella, perché mi ha aiutato a socializzare con persone che non conoscevo. Si è creato un gruppo, sono nate nuove amicizie. Dal punto di vista sociale è stato importantissimo. Ho imparato che ogni errore non è solo uno sbaglio, ma un’occasione per imparare. Servono concentrazione, passione e tanta pazienza”.

Accanto ai terrari anche i bonsai dell'associazione biellese “Kuma No En”, che crea occasioni di incontro e promuove la cultura dell'ambiente e della sostenibilità, anche all'interno del contesto scolastico. Durante la giornata laboratori per bambini e ragazzi, disegno e un'attenzione speciale ai temi dell'inclusione e dell'espressione creativa, al fine di coinvolgere anche ragazzi con disabilità: “Abbiamo voluto dare a tutti la possibilità di esprimersi – ha aggiunto D’Angelo –. Ognuno è diverso e comunica in modo diverso. È stato bello vedere le persone fermarsi, osservare, incuriosirsi e provare a mettersi in gioco. Per molti si è rivelato un momento di benessere e presenza, lontano dalla tecnologia che 'rapisce' spesso i più giovani".

Un cerchio che si chiude, proprio come l’ecosistema ricavato da vecchie ampolle di vetro, trasformate attraverso il riuso creativo. Oggi quei materiali diventano un "little paradise" per le piante e occasione di comunità.

G. Ch.

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