Animalerie - 08 giugno 2026, 10:00

Il miracolo nei boschi a Casapinta, la bellissima favola a lieto fine di un cucciolo di capriolo FOTO

Storie capaci di riaccendere la speranza e mostrare il lato più bello del rispetto per la vita.

Il miracolo nei boschi a Casapinta, la bellissima favola a lieto fine di un cucciolo di capriolo FOTO

Il miracolo nei boschi a Casapinta, la bellissima favola a lieto fine di un cucciolo di capriolo FOTO

In mezzo a una cronaca quotidiana che purtroppo non risparmia brutte storie tutti i giorni, ci sono vicende che vale la pena raccontare. 

Storie capaci di riaccendere la speranza e mostrare il lato più bello del rispetto per la vita. Il teatro di questa splendida avventura è una piccola frazione di Casapinta, nel Biellese. Il protagonista assoluto è un piccolissimo ungulato, un cucciolo di capriolo appena nato, mentre gli attori  sono gli abitanti della zona e l'associazione Nata Libera, incaricata dalla Provincia di Biella per il recupero degli animali selvatici.

La storia inizia nella serata di sabato, quando due abitanti della frazione notano una femmina di capriolo intenta a dare alla luce il suo piccolo ai margini del bosco. Si tratta di un bellissimo evento, un frammento di pura magia che indica chiaramente come la natura sappia rigenerarsi e quanto sia fondamentale proteggere tutto questo. Le persone osservano la scena da lontano, vedono la madre che sostiene il neonato, gli resta accanto e lo allatta. Tutto sembra procedere per il meglio, nel pieno rispetto dei ritmi naturali.

L'indomani mattina, il primo desiderio dei residenti è guardare come vanno le cose, controllare se tutto proceda regolarmente e se i due animali siano ancora lì. La sorpresa, tuttavia, lascia subito spazio al dubbio e alla preoccupazione. Il cucciolo c'è, ma la mamma è scomparsa. Il piccolo è lì da solo, immobile e rannicchiato tra la vegetazione. 

Gli sguardi cercano di scrutare nelle vicinanze, ma la madre non si vede da nessuna parte. Il timore assale immediatamente gli osservatori: senza la cura materna, come farà a sopravvivere? A complicare la situazione si aggiunge un altro problema. La madre ha partorito in un'area vicinissima alle case del paese, dove ci sono persone che tagliano l'erba, lavorano e fanno inevitabilmente rumore. Gli ungulati, si sa, sono animali estremamente timorosi.

Il tempo passa e la madre continua a non arrivare. Che fare? È risaputo che i cuccioli selvatici non vanno mai toccati, poiché un apparente gesto di aiuto potrebbe tramutarsi in una condanna a morte. Se la madre percepisce un odore diverso sulla pelle del piccolo, lo abbandonerebbe definitivamente. Le ore scorrono lente e il capriolo resta sempre immobile. Ad un certo punto, la scelta diventa una sola: rivolgersi a chi conosce perfettamente il comportamento di questi animali, ovvero l'associazione Nata Libera.

I cittadini sono ovviamente molto preoccupati, ma scelgono di affidarsi totalmente all'operatore che arriva sul posto nel pomeriggio di domenica. L'analisi dell'esperto collima subito con i timori iniziali: c'è troppo rumore umano e troppa vicinanza alle abitazioni. L'operatore decide in fretta e arruola le persone del posto per un'operazione delicatissima che possa salvare il piccolo: spostarlo più all'interno del bosco. In base alle indicazioni tecniche, viene raccolto del fieno in cui il cucciolo viene interamente avvolto. Questo stratagemma fondamentale evita che il pigmento umano rimanga sulla sua pelle, impedendo che la madre decida di abbandonarlo.

Alla fine, il piccolo viene depositato lontano dai rumori del paese, ma mantenendo un contatto visivo che permetta di controllare la situazione da lontano. La trepidazione è tantissima. Passa dell'altro tempo e, ad un tratto, si avvicina una femmina. Guarda il cucciolo, lo annusa con attenzione, lo lecca e inizia finalmente ad allattarlo. La gioia dei presenti è immensa. La scelta di non improvvisare e di affidarsi a uno specialista è stata quella giusta. Il cucciolo è salvo, madre e figlio sono di nuovo uniti e la natura ringrazia.

Mauro Benedetti

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