(Adnkronos) -
Il Papa è arriato oggi a Madrid, dove è stato accolto dal Re Felipe VI e dalla Regina Letizia di Spagna, dal Primo ministro Pedro Sanchez con la delegazione e i vescovi spagnoli. L’atterraggio all’Aeroporto internazionale Adolfo Suárez Madrid-Barajas è avvenuto alle ore 10.12, ai piedi dell’aereo due bambini in abito tradizionale che gli donano dei fiori. Dopo la Guardia d’Onore e la presentazione delle rispettive delegazione, il Papa si è diretto con il Re e la Regina nel Salone d’Onore per un breve incontro privato. Al termine, il Santo Padre si è trasferito in auto al Palazzo Reale per la visita di cortesia alle Loro Maestà i Reali di Spagna e l’Incontro con le Autorità, la Società Civile e il Corpo Diplomatico. Il Santo Padre si tratterrà nel Paese fino al 12 giugno, con tappe anche a Barcellona e alle isole Canarie.
Il Papa, sul volo che lo portava in Spagna, ha dato voce alla sua preoccupazione per la crisi in Iran ribadendo che come pastore non può essere a favore della guerra. Il Pontefice, in particolare , riferiscono i media vaticani, “ha richiamato le riflessioni sviluppate negli ultimi anni dal magistero della Chiesa circa le profonde trasformazioni introdotte dalle moderne tecnologie militari e dalla capacità distruttiva degli armamenti contemporanei”.
Parlando dell'Ucraina, dopo le prove di dialogo tra Putin e Zelensky che non sono andate in porto. “Bisogna promuovere il negoziato, si stava almeno facendo qualche sforzo ma veramente bisogna spingere perché la violenza abbia una conclusione della violenza e della guerra". "Sono preoccupato per l'Ucraina. - ha detto Leone come riportano i media al seguito -. Ogni volta la situazione peggiora. Adesso anche negli Stati Uniti alcuni vogliono dare il loro appoggio. Sono già quattro anni e mezzo. Occorre trovare una soluzione".
Il pontefice ha toccato il tema della sicurezza: “Troppo spesso ci illudiamo venga dalle armi e dai muri, ma matura nell’imparare a fare strada con l’altro, a crescere insieme, fianco a fianco. Lo testimonia la vostra stessa storia. La presenza dell’Islam nella Penisola iberica, ad esempio, costituì una realtà politica, culturale e religiosa di lunga durata. Durante quel periodo - ha ricordato il Pontefice - non vi fu soltanto confronto, si cercò di creare uno spazio di contatto, conversazione e dialogo sul senso della verità tra cristiani, musulmani ed ebrei”.
In particolare, ha osservato ancora Prevost, “città come Cordoba e Toledo divennero luoghi di mediazione tra lingue, religioni e saperi. Ma questa è la verità che raccontano le città europee, la loro stratificazione storica, il tessuto di solidarietà che nei secoli ha composto le loro differenze, trasformando gli inevitabili conflitti in punti di ripartenza”. Il Papa ha citato un passaggio della sua prima enciclica: “‘Evitiamo parole che umiliano o contrappongono. Scegliamo la chiarezza che illumina e la franchezza che apre vie. Non benediciamo entusiasmi ingenui, non alimentiamo paure sterili. Piuttosto, indichiamo criteri di discernimento – la dignità della persona, destinazione universale dei beni, opzione per i poveri, cura della Casa comune, pace – e traduciamoli in prassi: progettazione responsabile, valutazioni d’impatto umano e sociale, inclusione dei più fragili, alfabetizzazione digitale, ricerca e industria orientate alla giustizia e alla pace’”.
Sulla situazione in Libano, Prevost ha detto: “Sono in contatto con i leader religiosi che ho incontrato. Stiamo cercando una risposta. La situazione è molto complessa".
Il Papa ai Mondiali di calcio che stanno per iniziare tiferà Usa. “Farò sicuramente il tifo per gli Usa ai mondiali di calcio ma non so quante partite avrò modo di vedere", ha detto Prevost.
“La Chiesa cattolica è a servizio di questa sete del cuore umano. Non in forma impositiva, ma con la testimonianza evangelica sostenuta da una moltitudine di martiri e santi, ed è pronta oggi a mettersi al servizio del futuro di un popolo che cerca riconciliazione e pace”. Il Papa parla alle autorità, alla società civile nel suo primo discorso a Madrid e invita “tutti, per amore di verità, ad abbandonare le narrazioni divisive e polarizzanti della vostra realtà sociale e della sua storia, per passare dalle sterili semplificazioni all’apprezzamento fecondo della complessità”. E ancora: “ Vedo qui una specifica vocazione dell’Europa, di cui la Spagna è protagonista originale e fondamentale. È il dono che il Vecchio Continente può fare al mondo se vuole rimanere giovane, - ha osservato Leone -come giovane è chi sente di avere un futuro e una missione che interpellano ancora”. Da qui il monito: “ Apprezzare la complessità e studiarla, imparare a non negarla e ad abitarla come benedizione, rifuggire quegli approcci identitari che sembrano rendere tutto chiaro, ma popolano il mondo di fantasmi e di nemici: ecco il compito di chi ha una grande storia alle spalle”.
Papa Leone ha anche mandato un altro messaggio da Madrid: “Oggi, la tentazione di guadagnare popolarità soffiando sul fuoco delle polarizzazioni sembra crescere, invece di diminuire; la dignità umana non cessa di essere violata. Allora - ha sottolineato - abbiamo bisogno di cultura, di interiorità, di educazione libera e di qualità, di trascendenza. Eppure, da queste notti oscure, uomini e donne fedeli alla verità sono stati spinti ad avanzare di stanza in stanza fino al punto in cui, nella coscienza, giustizia e pace si abbracciano. È dalla loro libertà che impariamo a essere liberi”.
Nel suo primo discorso in Spagna davanti alle autorità e alla società civile, nel solco della sua prima enciclica Magnifica Humanitas, Leone ha messo in guardia anche sull’IA. “Le nuove tecnologie sono divenute un ambiente artificiale in cui le nostre opzioni fondamentali sono messe alla prova: al suo interno i pregiudizi si esasperano, il pensiero critico si affievolisce, interessi prepotenti seminano pulsioni di morte”.
Al termine del discorso, il Papa ha espresso “apprezzamento" alla Spagna" per la sua fedeltà al diritto internazionale e al multilateralismo, che si traduce in un attivo impegno per la pace e la solidarietà fra i popoli”. Al tempo stesso, Leone ha incoraggiato “a coltivare anche al suo interno il dialogo e l’amicizia sociale, a tenere conto del punto di vista dei poveri e dei giovani nell’immaginare il futuro, a volgere in positiva armonia le istanze di autonomia e quelle di unità, a favorire il processo di unione europea, non in contrapposizione ad altre potenze, ma come dono per l’intera famiglia umana. Dio benedica la Spagna”. Stasera, dalle 20, Leone XIV presiederà la veglia di preghiera con i giovani in “Plaza de Lima” a Madrid.





