Quasi 5mila delitti totali, in linea con l’anno passato, con il 77 per cento dei reati totali denunciati in provincia. Sono solo alcuni dei dati resi noti agli organi di stampa locali dai Carabinieri, in occasione del 212° annuale di fondazione. Cifre riferibile dal 1° maggio 2025 al 30 aprile 2026, con quasi 12mila pattuglie impiegate (con oltre 60mila ore di servizio) nell’attività di prevenzione e controllo sul territorio nel corso dell’anno appena trascorso, come riportato nella conferenza stampa odierna tenuta dal Colonnello Marco Giacometti, comandante provinciale dei Carabinieri di Biella.
Numeri dei singoli reati che, nella quasi totalità dei casi, si mantengono sulla stessa linea d’onda rispetto a quelli passati. Come ad esempio i furti, passati dai 1025 ai 1077, in leggero aumento all’interno delle abitazioni, con un picco nella stagione autunnale e invernale (da 200 a circa 300). Drasticamente ridotto il fenomeno dello spaccio stupefacenti, specialmente nelle aree boschive, da sempre monitorato con particolare attenzione. “Il merito è delle continue segnalazioni dei cittadini e dell’attività di contrasto dei militari dell’Arma in specifici punti – sottolinea il Colonnello Giacometti – Parliamo di aree isolate e distanti dai centri abitati, come le zone di confine con il Canavese e il Vercellese”. Smantellati i bivacchi, assieme ai siti stabili, con 21 denunciati, in calo rispetto ai 30 dell’anno precedente.
In sensibile aumento anche le rapine: da 16 a 27, per lo più improprie, avvenute all’interno di supermercati della provincia. Più complesso, invece, riportare statistiche precise sulle truffe, di diversa tipologia e compiute sul web o direttamente nelle abitazioni dei cittadini. Nel complesso si è passati da 623 casi scoperti a 650. “I numeri sono stabili ma quelle tentate sono in aumento – spiega il comandante provinciale dei Carabinieri – Ciò che conforta è l’efficacia delle campagne di prevenzione e sensibilizzazione: il livello d’attenzione e la presa di coscienza del cittadino è aumentato che ci segnala spesso, quasi in maniera tempestiva, casi di raggiro che colpiscono ogni fascia d’età. Ciò che infastidisce è l’aumento dei casi della cosiddetta truffa del finto Carabiniere, dove i malviventi tendono a sfruttare il legame che l’Arma ha consolidato da molto tempo con la popolazione”.
Come per gli scorsi anni, il Biellese si conferma terra di liti e incidenti stradali, come confermato dallo stesso Giacometti: “I numeri sono stabili ma stupisce un dato: nella quasi totalità dei casi, parliamo di circa il 90 per cento, sono i vicini di casa ad allertare le forze dell’ordine, preoccupati che la situazione possa degenerare. Il segno evidente di una profonda sensibilità: il Biellese non si volta dall'altra parte a fronte di certe tematiche. Per i sinistri, invece, le cause sono sempre le stesse: distrazione e minor prudenza alla guida, specialmente in prossimità di rotonde o lungo arterie principali, come la Superstrada. Inoltre, grande attenzione è stata rivolta al fenomeno dei monopattini, con un’apposita attività preventiva mentre i numeri per le guide in stato di ebbrezza non sono particolarmente significativi”.
Passando ai reati legati al codice rosso, i dati si mantengono stabili: in particolare i maltrattamenti (da 48 a 42), gli atti persecutori (da 18 a 12), le violazioni del divieto di avvicinamento (da 3 a 19), le lesioni dolose e percosse, rimaste stabilmente sui 150 e 50 casi rispettivamente. Passando all’attività del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, le cifre si mantengono inalterate rispetto al passato, così come per gli interventi svolti Carabinieri Forestali: sul fronte degli incendi, nella maggior parte dei casi, sono stati di origine dolosa o causati dal mancato rispetto delle normative vigenti. In calo anche gli episodi di abbandono rifiuti, grazie ad una capillare e costante azione di controllo, unita ad una maggiore percettività del fenomeno.
Parlando, invece, di microcriminalità, gli episodi sono piuttosto limitati sebbene siano accuratamente monitorati mentre proseguono gli incontri della legalità con le scuole di ogni grado. “Personalmente sono rimasto colpito dalla comune e diffusa risposta di molti studenti delle superiori alla domanda di cosa di provi a diventare maggiorenne – confida il Colonnello Giacometti – Nella maggior parte dei casi è emersa la consapevolezza della piena responsabilità penale di fronte alla legge. Un senso civico particolarmente diffuso che mi ha impressionato”.
Infine, l’incontro odierno con la stampa è stata l’occasione per presentare la cerimonia celebrativa dell’Arma, in programma alle 18 di oggi, 5 giugno, nella sede del Comando Provinciale di Biella.