CGIL Biella ha preso parte oggi, sabato 23 maggio, alla manifestazione regionale per la difesa della sanità pubblica, partita dal Grattacielo della Regione Piemonte e conclusa in piazza Carducci, accanto alle Molinette.
Il corteo, promosso dal Comitato piemontese per il Diritto alla Tutela della Salute e alle Cure, ha visto l’adesione di 45 sigle e associazioni. Al centro della mobilitazione, le criticità denunciate dagli organizzatori: liste d’attesa sempre più lunghe, carenza cronica di personale, difficoltà di accesso alle cure, ritardi nella realizzazione delle Case e degli Ospedali di Comunità e crescita della spesa sanitaria privata a carico delle famiglie.
Una protesta a forte presenza CGIL, alla quale ha partecipato anche la delegazione biellese, per chiedere un servizio sanitario pubblico accessibile, tempestivo e in grado di garantire cure di qualità senza discriminazioni economiche, territoriali o sociali.
Secondo il Comitato, la situazione attuale rischia di mettere in discussione il principio di uguaglianza sancito dal Servizio sanitario nazionale. Durante la giornata sono intervenuti operatori sanitari, rappresentanti delle associazioni, sindacalisti e realtà sociali impegnate nella difesa della sanità pubblica.
Alla manifestazione hanno preso parte anche esponenti politici regionali e nazionali. Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, ha ribadito la necessità di difendere “un modello di sanità pubblica e realmente accessibile”, mentre Sarah Disabato, del Movimento Cinque Stelle, ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà quotidiane di medici, infermieri, operatori e pazienti.
Dal centrodestra sono arrivate invece critiche alla mobilitazione. Roberto Ravello, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, ha definito la manifestazione “ideologica” e “strumentale”, sostenendo che la Regione stia affrontando i problemi della sanità nelle sedi istituzionali.
Per CGIL Biella, la presenza al corteo si inserisce nel percorso di mobilitazione a difesa del diritto alla salute e del servizio pubblico, con l’obiettivo di riportare al centro anche le difficoltà dei territori provinciali e periferici nell’accesso alle cure.









