Sport, partecipazione e inclusione. Questi i valori protagonisti della giornata di oggi, 16 maggio, che celebra i 30 anni di ASAD Biella. In tre decenni, infatti, l’associazione non ha soltanto offerto opportunità sportive a centinaia di atleti ma ha costruito una vera cultura dell’inclusione. Ha portato nelle palestre, nelle scuole e nelle comunità un’idea diversa di partecipazione, in cui ogni persona trova spazio, valore e possibilità. Un cambiamento silenzioso ma profondo, che oggi è parte integrante del tessuto sociale biellese.
Proprio per questo è andato in scena allo stadio Pozzo di Biella l’evento 100x1000 – Insieme per far correre i nostri sogni, aperto a tutti – atleti, famiglie, volontari, aziende e cittadini – pensato per condividere emozioni, rafforzare legami e sostenere concretamente il futuro dell’associazione. Come da programma, la giornata ha preso il via con la partenza del primo staffettista, un gesto simbolico che racchiude il senso di questi trent’anni: una staffetta continua fatta di impegno, passione e responsabilità condivisa.
L’iniziativa ha poi preso forma attraverso la partecipazione di 100 persone, ciascuna chiamata a percorrere 1000 metri a passo libero. Inoltre, durante la giornata, lo spirito di festa e partecipazione è stato l'assoluto protagonista grazie ai momenti di animazione aperti a tutti. Attività pensate per coinvolgere bambini, ragazzi e famiglie perché l’inclusione si costruisce anche attraverso il gioco, l’incontro e la condivisione di esperienze semplici ma autentiche.
Il momento più intenso sarà tra poco, alle 17.30, quando la comunità si ritroverà per celebrare insieme il lieto traguardo: sarà l’occasione per ripercorrere un cammino fatto di sfide, conquiste e cambiamenti ma anche per lanciare uno sguardo deciso verso il futuro. Proprio in questa cornice verrà presentato il progetto dei 30 anni di ASAD Biella, nato con l’obiettivo di costruire una rete di aziende e sostenitori pronti a investire nel valore dello sport inclusivo. Un progetto che non è solo una raccolta di fondi ma una chiamata alla responsabilità condivisa: continuare a garantire opportunità, esperienze e crescita agli atleti di oggi e di domani.













