È allo studio un progetto che punta a ridurre sensibilmente i sinistri causati dal passaggio degli animali selvatici sulle strade biellesi.
L’idea è di posare pannelli acustici e luminosi sulle arterie a rischio della nostra provincia, in modo da rilevare la fauna in transito e allertare tempestivamente l’automobilista in transito. “Si tratterebbe di replicare il sistema ‘Life Strade’ adottato in alcuni territori delle regioni Umbria e Toscana che sta dando ottimi risultati – rileva il consigliere provinciale delegato all’iniziativa Paolo Calabrese – In alcune zone, gli incidenti stradali sono calati dall’80 al 100 per cento dove il piano è entrato in funzione”.
Entrando nei dettagli, il progetto prevede l’installazione a bordo strada di torrette radar (alimentate a energia solare) così da individuare i potenziali attraversamenti di cinghiali, caprioli, volpi o cervi in coincidenza con l’arrivo imminente di un veicolo. In quel preciso istante, infatti, si aziona un pannello visivo con luci a intermittenza così da avvertire le persone al volante del probabile movimento degli animali.
“C’è anche l’ipotesi di installare dissuasori acustici per evitarne l’attraversamento sulle carreggiate ma occorre valutare attentamente ogni aspetto – sottolinea Calabrese – Inizia, infatti, una fase sperimentale per valutare se ci siano i numeri, le condizioni e le possibilità economiche per adottare un simile piano che, tra i suoi vantaggi, preserva vite umane e faunistiche, oltre a prevenire i sinistri stradali che, secondo gli ultimi rilevamenti, si aggirano intorno ai 400 casi circa in tutta la provincia di Biella. Da qui, la necessità di agire con rapidità e tempestività su queste tematiche. Ringrazio il presidente Ramella Pralungo per la fiducia che mi ha accordato”.
Tra le prime iniziative in calendario, vi è l’individuazione di due punti di passaggio per dare inizio alla sperimentazione e alla successiva raccolta dei dati. “Insieme agli uffici provinciali, stiamo procedendo alla mappatura delle zone più a rischio – spiega Calabrese – Successivamente, una volta individuate le aree con maggior passaggio di animali, saranno installate alcune fototrappole da cui ricavare numeri e risultati”.
Un altro nodo da sciogliere sarà sicuramente la forma di finanziamento: il costo di ogni dispositivo, infatti, si avvicina ai 20mila euro. “Ai fondi per l’acquisizione si aggiungono anche quelli per la manutenzione successiva – riporta Calabrese – Andranno trovati i contributi necessari ma è prematuro parlarne: siamo ancora in una fase iniziale di cui attendiamo i primi risultati”. S
ul tema è intervenuto anche il presidente della Provincia di Biella Emanuele Ramella Pralungo: “Il problema dell’incidentalità con la fauna selvatica esiste e va affrontato con raziocinio. Ora, inizia una prima fase preliminare dove saranno analizzati e raccolti i dati necessari per comprendere la fattibilità del progetto”.





