All’alba, quando il silenzio avvolge ancora le case di Sordevolo, il viaggio prende vita ai piedi dell’anfiteatro “Giovanni Paolo II”. I primi passi attraversano boschi freschi e antiche mulattiere, mentre il Biellese si illumina poco alla volta sotto le prime luci del mattino. È l’inizio di una giornata di fatica, quota e paesaggi, nel cuore della montagna biellese.
La salita conduce verso il Rifugio Coda, affacciato tra cielo e vallate. Da qui lo sguardo corre verso le creste e arriva fino al Monte Rosa, mentre il vento porta l’aria dell’alta quota. Passo dopo passo, il percorso entra in un ambiente più severo, tra silenzi, rocce e pascoli alpini.
Attraverso il Colle Sella e i laghi d’alta montagna, il sentiero accompagna verso il Rifugio Barma, in uno degli angoli più suggestivi delle Alpi Biellesi. Le acque del Lago Vargno riflettono il cielo e le montagne circostanti, offrendo uno degli scorci più riconoscibili del tracciato. La natura domina e invita a guardarsi attorno.
Poi arriva la parte più alta e impegnativa: la salita al Monte Camino. La cresta si fa ampia e il panorama si allarga. Dalla vetta, a 2.388 metri, lo sguardo abbraccia Piemonte e Valle d’Aosta, è il punto più elevato del percorso.
La discesa porta verso il Rifugio Rosazza e la conca del Lago del Mucrone, specchio alpino circondato da rocce e pascoli. Poco oltre compare il Santuario di Oropa, emblema della spiritualità e del pellegrinaggio, dove storia e natura convivono da secoli ai piedi delle cime biellesi.
Il cammino continua verso il Poggio Frassati, punto panoramico affacciato sulla Valle Elvo. Qui il paesaggio cambia ancora: boschi profondi, piccoli alpeggi e sentieri che raccontano un'altra sfaccettatura del territorio. Il Tracciolino accompagna il ritorno con anfratti e scorci che raccontano le montagne attraversate durante il percorso in salita.
Infine, il rientro a Sordevolo chiude un anello di 43 km e 3.000 metri di dislivello, attraverso tre vallate e due regioni. Un viaggio tra rifugi alpini, laghi, creste e panorami ampi. Un’esperienza che lascia nelle gambe la fatica e negli occhi la forza delle montagne biellesi.
Per maggiori informazioni:
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