CULTURA E SPETTACOLI - 13 maggio 2026, 07:00

Povertà educativa, Piemonte in miglioramento ma cresce la fragilità delle famiglie

Povertà educativa, Piemonte in miglioramento ma cresce la fragilità delle famiglie

Povertà educativa, Piemonte in miglioramento ma cresce la fragilità delle famiglie

Nel 2025 quasi un italiano su quattro è a rischio povertà o esclusione sociale. Il dato, pari al 22,6% della popolazione, arriva dallo Studio Strategico sul contrasto alla povertà educativa, promosso da TEHA Group con il contributo di Fondazione CRT e presentato oggi, lunedì 11 maggio, a Torino, nella sede della Fondazione CRT, durante il Salone OFF.

La ricerca fotografa un Paese segnato da forti squilibri territoriali. L’Italia registra infatti uno dei valori più alti in Europa per rischio di povertà ed esclusione sociale e presenta il divario regionale più ampio tra i quattro maggiori Paesi europei: si va dal 45,3% della Calabria al 5,6% della Valle d’Aosta.

Il fenomeno colpisce in modo pesante anche bambini e ragazzi. In Italia 1,3 milioni di minori vivono in povertà assoluta, con un aumento del 47% negli ultimi dieci anni. A questo si aggiungono ritardi strutturali sul fronte dell’istruzione: la quota di giovani laureati è pari al 31,3%, mentre i NEET, cioè i giovani che non studiano e non lavorano, sono il 13,3%.

La povertà educativa incide anche sulle prospettive professionali. Chi nasce in una famiglia svantaggiata è più esposto all’abbandono precoce degli studi, raggiunge più spesso livelli di istruzione bassi e incontra maggiori difficoltà nel trovare lavoro. Secondo TEHA, ridurre questi divari potrebbe portare fino a 3,2 milioni di occupati con competenze superiori.

Il tema riguarda anche le competenze digitali. Solo il 56% dei giovani italiani under 19 possiede competenze digitali di base, contro una media europea del 73%. Allo stesso tempo, il mercato del lavoro chiede profili sempre più preparati: il 41,5% delle offerte pubblicate su LinkedIn in Italia richiede già oggi competenze digitali avanzate.

“Agire sul contrasto alla povertà educativa e sul miglioramento delle condizioni socioeconomiche delle famiglie può rappresentare un volano fondamentale per valorizzare risorse e alimentare importanti percorsi di crescita dell’Italia. Se l’Italia si allineasse alle best practice europee in termini di inclusione nella formazione, TEHA stima un potenziale di creazione di PIL fino a 48 miliardi di euro e l’uscita fino a 2 milioni di persone dalla condizione di povertà ed esclusione sociale”, ha dichiarato Valerio De Molli, Managing Partner e CEO di The European House - Ambrosetti e TEHA Group.

Per Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione CRT, la povertà educativa è “una sfida urgente che incide direttamente sul futuro dei nostri territori”. Il report, ha spiegato, nasce come strumento per leggere e misurare il fenomeno, individuare i bisogni reali delle comunità e orientare meglio politiche e interventi.

All’interno dello studio è stato presentato anche il Tableau de Bord della povertà educativa in Piemonte e Valle d’Aosta, pensato per misurare il fenomeno attraverso più indicatori.

In Piemonte la situazione mostra segnali di miglioramento: quasi il 70% degli indicatori è stabile o in crescita. Tra i dati più rilevanti c’è il calo dell’abbandono scolastico, sceso all’8,7%, insieme al contenimento della disuguaglianza sociale, pari al 4,1%. Restano però criticità importanti: la povertà familiare relativa è salita all’8,8%, mentre la partecipazione culturale fuori casa si ferma al 35,1%.

Più contrastata la fotografia della Valle d’Aosta. La regione registra il valore più basso di povertà familiare relativa nel Nord Italia, pari al 4,1%, il più alto tasso di occupazione degli stranieri, al 70,5%, e una buona copertura dei servizi per la prima infanzia. Sul fronte formativo, però, emergono dati meno favorevoli: l’abbandono scolastico giovanile raggiunge il 12,4%, il valore più alto del Nord Italia, mentre il 36,7% degli adulti possiede al massimo la licenza media.

Il Tableau de Bord diventa così uno strumento utile per individuare le priorità di intervento e leggere con maggiore precisione le fragilità educative nei territori.

C.S. Fondazione CRT, G. Ch.

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