A prima vista le statistiche nazionali indicano un dato positivo: in Italia la pratica sportiva è in crescita. Secondo l’ultima indagine Istat sul tempo libero sono oltre 21,5 milioni le persone che praticano almeno uno sport, quasi quattro italiani su dieci. La quota di chi si allena con continuità è cresciuta di quasi undici punti percentuali rispetto al 1995. Tra bambini e preadolescenti le percentuali sono ancora più alte, con un vero picco fra gli 11 e i 14 anni.
Nonostante l'incremento, i dati ricordano che oltre sei italiani su dieci non praticano uno sport: tra loro quasi tre su dieci svolgono comunque attività fisica (camminate, bicicletta o ginnastica in casa) mentre quasi un terzo è completamente sedentario. Nel passaggio all’adolescenza l’entusiasmo cala: circa un giovane su cinque tra i 10 e i 24 anni ha smesso di fare sport, con un tasso di abbandono più alto fra le ragazze.
Le ragioni principali sono lo scarso tempo libero e la disaffezione: rispettivamente il 41,9 % e il 39,1 % dei giovani ex‑sportivi citano questi motivi. Seguono gli impegni scolastici (16,2 %), nuovi interessi (10,6 %), la stanchezza o la pigrizia (8,4 %) e, per una minoranza, i costi o la mancanza di impianti. L’Istat sottolinea che l’adolescenza è una fase critica: la partecipazione, altissima nell’infanzia, inizia a diminuire dopo i 15 anni. Nello stesso tempo, più di metà degli sportivi italiani dichiara di allenarsi per mantenersi in forma o per puro piacere, segno che lo sport rimane una risposta al bisogno di salute.
La situazione biellese
Nel Biellese, il dato nazionale viene modellato dalle dinamiche demografiche, che incidono significativamente sullo studio. La popolazione della provincia è diminuita del 4 % dal 2019 al 2025, passando da 175.341 a 168.257 residenti. Le nascite sono scese a 4,7 per mille abitanti e l’età media supera i cinquant’anni, con l’indice di vecchiaia più alto del Piemonte.
Per le società sportive, questo significa un bacino più ristretto da cui attingere: meno bambini e adolescenti, meno nuovi iscritti, gruppi più difficili da formare e attività che, soprattutto nei comuni montani o di piccole dimensioni, rischiano di diventare meno sostenibili. Quando i giovani diminuiscono, anche l’offerta sportiva può indebolirsi. E se le opportunità si riducono o diventano più lontane da raggiungere, per chi è già incerto diventa più facile smettere, o non cominciare affatto.
Nonostante la flessione territoriale, l'Istat rileva che la pratica è aumentata anche nella terza età: tra i 65 e i 74 anni si è passati dal 5,3 % del 1995 al 23,3 % del 2024. Molti over 65 scelgono di frequentare palestre o piscine per combattere la solitudine e restare in forma.





