EVENTI - 09 maggio 2026, 06:50

Adunata Alpini: mentre Genova conta gli ostacoli, Biella ricorda i successi

Adunata Alpini: mentre Genova conta gli ostacoli, Biella ricorda i successi - Illustrazione di Giovanni Cavallo

Adunata Alpini: mentre Genova conta gli ostacoli, Biella ricorda i successi - Illustrazione di Giovanni Cavallo

A giudicare dai graffiti che fioriscono sulle facciate liguri, quest’anno le Penne nere in arrivo a Genova potrebbero trovarsi più ostacoli che nel fango delle battaglie. A pochi giorni dalla novantasettesima Adunata nazionale, Genova si è ritrovata dentro un clima tutt’altro che leggero: scritte, contestazioni, preoccupazioni per la gestione dell’evento, misure straordinarie e cronache. Dai muri imbrattati alle tensioni attorno all’arrivo delle Penne nere, fino ai timori legati all’impatto di centinaia di migliaia di persone sulla città. Più che l’attesa di una festa, sembra una prova di sopravvivenza urbana: non proprio il tappeto rosso, forse più un percorso a ostacoli.

La 96ª Adunata aveva portato a Biella oltre 90 mila persone alla sfilata e 250 mila presenze in tre giorni. I conti dell’ANA e dell’Osservatorio turistico dicono che l’evento ha contribuito a un +6,4% di arrivi nel 2025 e a 158 mila presenze alberghiere. Anche nel capoluogo laniero non sono mancati episodi discussi e qualche polemica, come accade quasi sempre quando una manifestazione nazionale attraversa una città intera. Ma il dato politico, sociale e persino emotivo resta un altro: Biella ha retto l’urto, ha aperto le sue strade e ha trasformato l’Adunata in una grande operazione collettiva. A dominare erano le vetrine decorate, i volontari impegnati nella logistica, le famiglie in strada e un territorio che ha saputo mostrarsi compatto. Gli unici ostacoli, qui, erano quelli da superare per trovare parcheggio o per farsi largo tra la folla.

Certo, Biella non è immune dalle polemiche: ospitare un evento di questa portata significa convivere con traffico, rumore e qualche intemperanza. Ma le istituzioni, gli esercenti e i residenti hanno trasformato quelle criticità in un’occasione di coesione.

A Genova, il dibattito è degenerato in contrapposizioni. Alcune sigle transfemministe hanno definito l’evento una celebrazione del “cameratismo militaresco” e i partiti si accusano a vicenda di non difendere la città... Spesso i grandi eventi fanno paura prima di cominciare, poi lasciano dietro di sé molto più di quanto abbiano temporaneamente complicato. Biella lo ha già sperimentato: traffico, folla e disagi annunciati possono trasformarsi in strade vive, vetrine accese, alberghi pieni e la valorizzazione del territorio non tarderà ad arrivare. 

Volontariato, memoria, socialità, presenze e visibilità: qualcuno a Genova potrà guardarle con diffidenza, ma una folla può diventare festa e un'invasione temuta un'occasione da ricordare.

Redazione, G. Ch.

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