ALPINI - 09 maggio 2026, 17:30

Adunata degli Alpini, l’orgoglio delle donne: “Il cappello con la penna nera racconta le nostre famiglie”

Arrivano da tutta Italia per portare avanti la tradizione, impegnandosi a trasmettere i valori alpini alle persone che incontrano.

Adunata degli Alpini, l’orgoglio delle donne: “Il cappello con la penna nera racconta le nostre famiglie”

Adunata degli Alpini, l’orgoglio delle donne: “Il cappello con la penna nera racconta le nostre famiglie”

Tra la marea di penne nere che ha invaso Genova, non si possono non notare i volti sorridenti di tante donne che portano sul capo il tipico cappello degli Alpini.

Non sono solo spettatrici, ma scrigni di memoria, quella delle loro famiglie che passa di generazione in generazione e che tengono viva trasmettendola a chi incontrano e che, inevitabilmente, diventano le storie di tutta la nazione in una memoria collettiva fatta di centinaia di episodi.

Silvia arriva dalla provincia di Lecco e con lei si porta dietro quattro generazioni. Per lei è la terza adunata e il cappello che indossa ha un valore speciale: “Era di suo papà [racconta indicando la donna con lei] , che era un Alpino”. Per Silvia, partecipare non è solo un omaggio alla memoria familiare, ma un impegno attivo: suona infatti nella Fanfara Alpina Alto Lario della sezione di Colico. “Mi preparo alla sfilata in festa, con gioia, cercando di conoscere persone, cantare e ridere”, aggiunge, lodando l’accoglienza genovese che “non si smentisce mai”.

Poco lontano c'è Elena, giunta da Vittorio Veneto, in provincia di Treviso. Lei è un’Amica degli Alpini e il suo cappello è un vero e proprio sacrario ambulante: “Indosso il cappello con le medaglie dei miei nonni che hanno fatto la campagna d'Africa. È un ricordo, porto loro con me”.

Elena racconta ancora: “Essendo donna, nata in un'epoca in cui il servizio militare per noi non era ancora ammesso, questo è il mio modo per essere legata a questo corpo di cui vado orgogliosa”. Per lei, Genova è stata una scoperta meravigliosa: “Una città bellissima dove la gente ti accoglie con sorrisi che sono la nostra dinamite, la nostra forza per essere qui”.

I.R. - C.O. (La voce di Genova)

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