Ultim'ora - 08 maggio 2026, 06:32

"Sempio ha ucciso Chiara Poggi con crudeltà", procura chiude indagini. Difesa Stasi: "Speranze crescono"

"Sempio ha ucciso Chiara Poggi con crudeltà", procura chiude indagini. Difesa Stasi: "Speranze crescono"

(Adnkronos) -

"Andrea Sempio ha ucciso Chiara Poggi". La Procura di Pavia ha chiuso le indagini su Andrea Sempio che è accusato del delitto di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007, con le aggravanti della crudeltà e dai motivi abietti. Per l'omicidio, Alberto Stasi è stato condannato a 16 anni di reclusione. Nell'atto di chiusura delle indagini è inserita anche la ricostruzione della procura: "Dopo una iniziale colluttazione", Sempio "colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente (dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra), facendola cadere a terra". 

Quindi, "la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina" e, dopo che la ventiseienne "provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi" sempre alla testa "facendole perdere i sensi". A seguito di ciò, "spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi" ancora alla nuca, "cagionando" a Chiara Poggi "lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso". Un delitto dettato dal fatto che la giovane avesse rifiutato le sue avance (aggravante dei motivi abietti) e aggravato dalla crudeltà "in considerazione dell'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte allavittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto". 

 

Nelle carte dell'inchiesta spicca anche la sorpresa dei carabinieri che definiscono Marco Poggi, fratello della vittima, "ostile" e alle prese con una "costante difesa d'ufficio di Andrea Sempio", come riporta il Tg1 sui suoi canali social. "Io capisco che fate il vostro lavoro - riporta il Tg1 riferendosi alle parole di Poggi durante l'interrogatorio del 20 maggio 2025 - però in questa situazione mi state influenzando" (....) "non so cosa rispondere perché se do una risposta poi questo scrive .... omissis.... non riesco neanche a finire la frase". Per gli inquirenti, riferisce il Tg1, nell'esame di Marco Poggi si registra una "modificazione" del contenuto delle testimonianze rese nell'arco di 18 anni e confermate fino a 2 mesi prima. 

Nell'inchiesta, a Sempio sono stati sequestrati diversi oggetti: sette agende, svariati quaderni e appunti scritti a mano. Note scritte che si aggiungono a quelle sequestrate al padre Giuseppe e alla madre Daniela Ferrari, ma anche alla comitiva di amici di Sempio e Marco Poggi, insieme a dvd e cd musicali, cellulari e pendrive. Tra le cose sequestrate ai genitori c'è "una nota del Nucleo investigativo di Milano, datata 7 luglio 2020 in fotocopia, con timbro di ricezione della Procura di Pavia del 9 luglio 2020 con un appunto scritto: 'Già stato audito ma i carabinieri si sono dimenticati di chiedere a Sempio dove fosse la mattina dell'omicidio'". Nell'elenco compare anche la trasmissione Le Iene del 16 marzo 2025, puntata in cui compare un presunto testimone. In particolare il sequestro riguarda una cartella denominata Garlasco contenente tre sottocartelle denominate 'Export', 'Giorno 1' e 'Giorno 2'. "All'interno delle predette cartelle vi sono file audio e video per un totale di 57 file con 36,5 gigabyte di dimensione totale". 

 

Tra gli atti, ci sono diverse decine di intercettazioni legate all'inchiesta bresciana sulla presunta corruzione per ottenere l'archiviazione della posizione di Sempio. Si tratta di intercettazioni che riguardano il filone che vede indagati a Brescia il padre Giuseppe e l'ex pm Mario Venditti. L'indagine era nata dal cosiddetto pizzino 'Venditti gip archivia per 20-30 euro' e, secondo indiscrezioni, a breve verrà chiusa. 

 

La difesa di Alberto Stasi, intanto, si esprime sull'ipotesi di revisione del processo. La Procura di Pavia ha reso noto che provvederà a inoltrare alla procuratrice generale di Milano Francesca Nanni "l'atto contestato all'indagato nel corso del suo interrogatorio del 6 maggio illustrativo e riassuntivo dei nuovi elementi probatori, raccolti a seguito della riapertura delle indagini 2016-2017, per l'eventuale esercizio di ogni sua prerogativa". 

"Alberto ha una speranza sempre più crescente, ma anche un equilibrio che lo fa rimanere con i piedi per terra, consapevole della sua situazione attuale di detenuto, consapevole altrettanto che questa è un'indagine seria e che forse ci permetterà di lavorare intensamente e nel tempo più veloce possibile, compatibilmente con la mole degli atti, per preparare una richiesta di revisione", dice l'avvocato Antonio De Rensis, legale di Stasi, intervenuto a 'Ignoto X' su La7. "Poi osserveremo con grande rispetto ciò che si autodeterminerà di fare il procuratore generale Nanni", conclude. 

 

 

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