L'argomento del ruolo presente e passato dell'assessore comunale di Biella Amedeo Paraggio è stato discusso nella giornata di ieri martedì 5 maggio in consiglio comunale a Biella, in risposta a un'interrogazione a firma del Pd, Biella c'è e Movimento 5 Stelle. A presentare l'interrogazione è stato il consigliere Andrea Basso. Questa la nota stampa dell'assessore.
«Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, in occasione della trattazione di un’interrogazione relativa al ruolo presente e passato del sottoscritto, con riferimento alla società “Le 5 Forchette Srl”, si è verificata una dinamica che merita di essere chiarita.
In un primo momento, da parte dell’opposizione era stata manifestata disponibilità a concedere un tempo più ampio per consentire una risposta articolata e completa. Successivamente, alla scadenza del tempo ordinario, tale disponibilità è venuta meno, impedendo di fatto l’esposizione integrale delle considerazioni predisposte. Proprio per questo motivo, ritengo opportuno mettere a disposizione integralmente i contenuti che non è stato possibile illustrare in aula, nel tentativo di soddisfare anche le curiosità contenute nella mozione riguardante il sottoscritto ritenuta inammissibile dal Presidente.
Ho letto dalla stampa che a capo di tale iniziativa vi è il consigliere e collega, anche lui commercialista, Andrea Foglio Bonda. Le affermazioni del consigliere risultano francamente sorprendenti. Non solo risultano infondate nel merito ma denotano una lettura tecnicamente approssimativa delle questioni trattate, circostanza ancor più rilevante alla luce della sua qualifica professionale. Le valutazioni espresse appaiono tecnicamente deboli e giuridicamente infondate, oltre che formulate senza un’adeguata analisi dei presupposti normativi applicabili al caso concreto. Come ogni commercialista sa – o dovrebbe sapere – l’attività professionale non si presta a letture superficiali o a semplificazioni utili unicamente alla polemica politica. Nel merito delle scelte adottate, esse sono state effettuate nel pieno rispetto della normativa vigente.
Nel merito delle domande poste, fornisco i necessari chiarimenti.
In data 18/19 marzo, a seguito di notizie di stampa, venivo a conoscenza dei fatti. Il 25 marzo provvedevo quindi a inviare, sia tramite raccomandata sia a mezzo PEC, agli indirizzi della società e dell’amministratore, la revoca dell’incarico professionale con contestuale richiesta di trasferimento della sede legale.
In data 1° aprile venivo contattato dall’avvocato Fabrizio Gallo, difensore della signora Miriam Caroccia, il quale comunicava che un collega di Roma avrebbe preso contatti per il passaggio della documentazione.
In data 8 aprile, telefonicamente, e successivamente il 13 aprile via mail, sollecitavo l’avvocato Gallo affinché mi venisse indicato il nominativo del soggetto incaricato del ritiro della documentazione. Non avendo ricevuto riscontro, in data 23 aprile provvedevo a trasmettere parte della documentazione contabile tramite PEC alla società e all’amministratore. Il giorno successivo, la restante documentazione veniva inviata tramite corriere presso l’indirizzo dell’unità locale della società. Decorso il termine di 30 giorni dalla prima comunicazione, in data 27 aprile, come previsto dalla prassi, trasmettevo all’Agenzia delle Entrate la richiesta di cancellazione quale depositario delle scritture contabili e, contestualmente, alla Camera di Commercio la comunicazione che la società non ha più sede presso il mio studio. È opportuno ricordare che il professionista non ha alcun potere di modificare autonomamente la sede legale di una società: tale modifica richiede una deliberazione dei soci – ordinaria o straordinaria a seconda dei casi – e il successivo deposito presso il Registro delle Imprese. In assenza di tali adempimenti, il commercialista può esclusivamente segnalare la situazione agli enti competenti. Resta confermato che ogni attività è stata svolta nel pieno rispetto delle norme e delle prassi professionali.»





